Dipiazza: "Chiudo i sottopassi di piazza Libertà, puzza di urina e sporcizia. Degrado inaccettabile" (VIDEO)
Durante la trasmissione serale di Trieste Cafe, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha rilasciato dichiarazioni molto forti riguardo alla chiusura dei sottopassi in piazza Libertà, nei pressi della stazione ferroviaria. Il primo cittadino ha espresso con fermezza il suo disappunto per lo stato di degrado in cui versa la zona.
Dipiazza ha spiegato: "Questa mattina sono stato lì e ho deciso di chiudere i sottopassi. La situazione è diventata insostenibile, non si può neanche stare a venti metri per via della puzza di urina e della sporcizia. Abbiamo persone che si aggirano mezze nude, un degrado inaccettabile per una città che amo e che amministro da 23 anni."
Il sindaco ha poi criticato le forze dell'ordine locali, esortando la prefettura e la questura a intervenire con maggiore decisione: "È una vergogna. Se un cittadino comune si azzarda a fare i propri bisogni in strada, gli viene comminata una multa di 500 euro. Tuttavia, in queste condizioni non possiamo fare nulla di concreto, dato che le sanzioni non hanno alcun effetto su chi non ha nulla da perdere."
Il discorso di Dipiazza si è poi spostato sull'accoglienza dei migranti, definita dal sindaco come "completamente sbagliata" nel modo in cui è stata gestita: "Dovevamo creare centri di raccolta dove poter controllare queste situazioni, invece li abbiamo abbandonati in strada. Ogni volta che passo per piazza Libertà mi vergogno nel vedere queste scene."
In merito alla chiusura dei sottopassi, Dipiazza ha chiarito che essi saranno chiusi non solo durante le ore notturne, ma in modo permanente: "I cancelli sono già presenti, ma non bastano. Ora chiuderò le rampe di accesso per evitare che la situazione peggiori ulteriormente."
Infine, il sindaco ha toccato vari temi sociali, sottolineando l'importanza del lavoro e dell'integrazione, puntando il dito contro quella che lui considera una gestione inefficace degli aiuti sociali. "Dobbiamo insegnare la lingua e la cultura a chi arriva, perché solo così possiamo realmente integrarli. Inoltre, sono contrario agli aiuti dati senza criterio, come la disoccupazione sotto i 25 anni, che spesso viene sfruttata. Bisogna aiutare chi ha voglia di lavorare e chi non può farlo, non chi sceglie di non farlo."
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