Dalle idee all’impresa, UniTS lancia l’Innovators Community Lab: 29 studenti pronti a innovare

Relazioni, confronto e contaminazione tra competenze diverse: sono questi i pilastri su cui si è aperta la nuova edizione dell’Innovators Community Lab dell’Università degli Studi di Trieste, il percorso dedicato alla formazione imprenditoriale e alla cultura dell’innovazione.
L’iniziativa accompagnerà per un anno 29 studenti e studentesse, selezionati tra corsi di laurea triennale, magistrale e dottorato, nello sviluppo di competenze trasversali fondamentali per la creazione d’impresa.
Selezione rigorosa e forte presenza internazionale
La selezione dei partecipanti è avvenuta attraverso una valutazione comparativa dei curricula e un colloquio motivazionale, che ha preso in considerazione elementi come creatività, capacità di lavorare in team, spirito critico e propensione all’innovazione.
Il gruppo si distingue per una significativa componente internazionale, con studenti provenienti non solo dall’Italia, ma anche da Iran, Turchia, Ucraina e Camerun.
Un anno di formazione tra impresa e mondo produttivo
Il percorso 2026 prevede un confronto diretto con il mondo delle aziende e delle professioni, offrendo agli studenti l’opportunità di sviluppare idee imprenditoriali attraverso esperienze concrete e interdisciplinari.
Durante l’evento inaugurale, aperto dall’intervento del professor Erik Vesselli, si è svolta anche una tavola rotonda dedicata all’importanza del network nel fare impresa, con il contributo di rappresentanti di realtà aziendali e istituzionali.
Progetti tra tecnologia, sostenibilità e innovazione sociale
Le idee presentate dai partecipanti riflettono una grande varietà di ambiti: dalla moda sostenibile all’intelligenza artificiale, dalla robotica alla blue economy.
Tra i progetti emergono soluzioni ad alta tecnologia come piattaforme blockchain, sistemi di realtà aumentata e digitale per la visualizzazione industriale, ma anche iniziative legate alla sostenibilità, come robot autonomi per la pulizia delle navi o strumenti innovativi per il soccorso in montagna.
Non mancano proposte con forte impatto sociale e territoriale, tra cui sistemi di monitoraggio ambientale basati su dati satellitari e applicazioni per migliorare la gestione delle risorse agricole.
Premi e opportunità per i migliori progetti
Al termine del percorso, gli studenti matureranno crediti formativi universitari e i cinque migliori progetti riceveranno un finanziamento di 5 mila euro ciascuno.
Per i primi due classificati è inoltre previsto un viaggio di formazione internazionale, con visite in centri di eccellenza nel campo dell’innovazione.
Vesselli: “Un ambiente fertile per idee generative”
Il professor Erik Vesselli ha evidenziato come il laboratorio rappresenti un contesto di co-working capace di stimolare la nascita di idee innovative, ponendo al centro le motivazioni e il significato del percorso formativo degli studenti.
Dore: “Diversità come valore per la crescita”
Il coordinatore Salvatore Dore ha sottolineato l’importanza dell’eterogeneità dei partecipanti, considerata un elemento chiave per favorire la creatività, la collaborazione e la solidità dei progetti imprenditoriali.
Un’iniziativa che conferma il ruolo dell’Università di Trieste come incubatore di idee e competenze, capace di mettere in connessione giovani talenti e mondo produttivo.
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