Cooperazione Italia-Slovenia per la vigilanza sulla pesca, confermato e rafforzato il Protocollo

Si è tenuto stamani, presso la sede della Direzione Marittima di Trieste, un incontro in materia di controlli nel settore della pesca tra Italia e Slovenia - rispettivamente rappresentate dal Direttore Marittimo del Friuli Venezia Giulia, Capitano di Vascello Luciano Del Prete e dall’Ispettore Capo sloveno Mag. Igor Kotnik, dell’Ispettorato RS dell’agricoltura, foreste, caccia e pesca - al fine di dare nuova linfa al Protocollo di intesa sottoscritto tra i due Paesi rivieraschi nel 2015 per garantire il rispetto delle norme della Politica Comune della Pesca.
Il Protocollo si prefigge, infatti, quale scopo principale quello di attuare un controllo efficace delle attività di pesca e di commercializzazione del pescato nell’ambito del regime comunitario sancito dai regolamenti dell’Unione Europea in materia. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti di entrambi i Paesi hanno, dunque, confermato la propria disponibilità a rafforzare i preesistenti rapporti di cooperazione e coordinamento, anche attraverso la condivisione di programmi comuni di controllo, ispezione e sorveglianza delle attività di pesca. Ciò anche alla luce dei positivi risultati di pregresse operazioni poste in essere dagli ispettori pesca dei due Paesi per il controllo di alcune specie ittiche oggetto di particolare attenzione, come i datteri di mare e il tonno rosso, nonché delle recenti attività di polizia marittima che hanno interessato la filiera della pesca e hanno portato, dopo mirata attività di indagine transfrontaliera, al sequestro di quasi 300 chili di pescato, in particolare ricci di mare, privo di documentazione sulla tracciabilità. Nell’alveo delle attività previste dal Protocollo, sono difatti contemplate: la condivisione dei dati provenienti dai propri sistemi di controllo pesca per facilitare l’identificazione e il controllo dei pescherecci presenti nello spazio di mare territoriale soggetto alla sovranità dei due Paesi; l’effettuazione di ispezioni congiunte a bordo dei pescherecci, nei mercati all’ingrosso e al dettaglio, presso i centri di distribuzione e lungo tutta la catena di commercializzazione del pescato; lo scambio di dati e informazioni sulla commercializzazione del pescato, sullo sbarco e il trasbordo, sui giornali di bordo e su eventuali ulteriori elementi informativi ritenuti utili e necessari per assicurare l’efficacia dei controlli; da ultimo, ma non meno importante, il cosiddetto “training on the job”. Sulla base delle risultanze dell’odierno incontro, si è infine convenuto di organizzare, a breve termine, analogo incontro tra Italia e Slovenia, a Lubiana, con il comune intento di sviluppare ulteriori rapporti di reciprocità tra i due Paesi. La tematica comune della tutela delle risorse ittiche e dell’ambiente marino trova, pertanto, terreno comune con altre iniziative ed accordi che legano i due Paesi confinanti - a titolo esemplificativo si cita il progetto NAMIRS (North Adriatic Maritime Incident Response System), volto al rafforzamento della tutela del Mare Adriatico Settentrionale nonché alla prevenzione di eventuali disastri ambientali – auspicando, altresì, all’inclusione della Croazia.
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