Consiglio Stato, sì a preghiere nei centri islamici a Monfalcone

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da due centri culturali islamici Darus Salaam e Baitus Salat di Monfalcone (Gorizia) dopo che il Tar del Friuli Venezia Giulia nei giorni scorsi aveva rigettato la richiesta di sospensiva dei provvedimenti che avevano portato alla loro chiusura. I centri si erano rivolti alla giustizia amministrativa contro due ordinanze del Comune di Monfalcone relative a due diversi immobili utilizzati per la preghiera ma aventi invece diverse destinazioni d'uso. Il Comune aveva ordinato il ripristino dell'originaria destinazione d'uso. Come aveva spiegato l'avvocato Vincenzo Latorracca, che tutela gli interessi dei due centri culturali, nell'annunciare l'appello cautelare al Consiglio di Stato, nell'imminenza del Ramadan "privare gli associati degli spazi necessari alle attività associative e di culto costituisce un pregiudizio grave e irreparabile". "La Camera di consiglio per la conferma da parte del collegio della misura monocratica - rende noto oggi Latorracca - è stata fissata per il prossimo 19 marzo. Nel frattempo le associazioni previo confronto con il Comune sulle misure atte a evitare pericoli per l'incolumità delle persone potranno pregare nelle rispettive sedi". I decreti cautelari monocratici sono stati depositati oggi dal Consiglio di Stato, come rende noto l'avvocato Vincenzo Latorraca: "Il presidente della seconda sezione del Consiglio di Stato, muovendo dalle ordinanze cautelari del Tar Friuli Venezia Giulia ha accolto, ravvisando l'estrema gravità ed urgenza, le domande di decreto inaudita altera parte proposte dalle associazioni". "I decreti richiamano le ordinanze cautelari del giudice di primo grado nella parte in cui hanno ritenuto sussistere il fumus del ricorso", aggiunge il legale. Nel decreto, il presidente della seconda sezione, Carlo Saltelli, afferma che "le argomentazioni poste a fondamento dell'istanza di misure cautelari monocratiche appaiono non implausibilmente integrare il requisito dell'estrema gravità ed urgenza tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio, essendo in discussione delicate questioni in tema di libertà di culto e stante l'approssimarsi del periodo del Ramadan; con la precisazione che dovranno essere adottate, previo leale confronto tra le parti, tutte le iniziative e le misure adeguare e idonee ad evitare ogni possibile pericolo alla incolumità delle persone e delle cose". (ANSA). FMS
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