Comunità Ebraica di Trieste sotto shock: 'Parenti richiamati alle armi'

"La comunità ebraica di Trieste, come tutte le comunità ebraiche del mondo, è in uno stato di choc e di stupore per la violenza e tutto quello che è successo. Le proporzioni sono inimmaginabili. Per dare un ordine di grandezza, perché Israele non è un grande paese, il numero degli uccisi -700- è già enorme: se in proporzione fosse successo in Italia, parleremmo di migliaia di morti, 5-6.000 morti in un giorno trucidati in un modo violento". Così il rabbino capo di Trieste, Alexandre Meloni, descrive alla 'Dire' l'angoscia che avvolge la comunità ebraica triestina dopo l'attacco terroristico-militare, evidenzia, che ha fatto strage di civili negli insediamenti israeliani attorno alla striscia di Gaza. Lo stesso Meloni e altri membri della comunità ora temono per le sorti dei loro parenti anche stretti che vivono in Israele. "Io sono anche israeliano. Ho tre nipoti che sono stati richiamati- spiega il rabbino- abbiamo dei nostri giovani della comunità che hanno fatto l'aliyah (immigrazione ebraica in Israele), che vivono in Israele che sono stati richiamati. Perlomeno tre dei nostri giovani sono riservisti richiamarti e quello preoccupa moltissimo e preghiamo per loro". Attorno alla sinagoga di Trieste è stato aumentato il dispositivo di sicurezza con il potenziamento delle pattuglie armate dell'Esercito, impiegate nell'operazione "Strade sicure" sinora soprattutto nell'emergenza migranti. E' l'unico segno che c'è qualcosa che non va, perché attorno a tempio ebraico non vi è alcun segno di attenzione, un fiore, una candela. "Non si usa. Meglio così, attirerebbe troppa attenzione", aggiunge Meloni, riferendosi agli atti vandalici di il tempio è già stato oggetto. Ma la reazione di Trieste per i fatti in Israele è stata "un po' particolare", confessa il rabbino capo. "Ricordiamo che sabato e domenica c'era la Barcolana, dunque la città era estremamente focalizzata su quell'evento- spiega- asso piano piano comincia a prendere il polso della situazione e rendersi conto della gravità. Devo dire che il vescovo Trevisi mi ha chiamato personalmente per esprime la sua solidarietà. Ma non solo lui, anche altri esponenti della Chiesa cattolica e tutti gli esponenti tutte le chiese, quelle ortodosse e quelle protestanti, hanno tutti manifestato la loro solidarietà con la comunità ebraica e con il popolo di Israele", conclude Meloni.
"La comunità ebraica di Trieste, come tutte le comunità ebraiche del mondo, è in uno stato di choc e di stupore per la violenza e tutto quello che è successo. Le proporzioni sono inimmaginabili. Per dare un ordine di grandezza, perché Israele non è un grande paese, il numero degli uccisi -700- è già enorme: se in proporzione fosse successo in Italia, parleremmo di migliaia di morti, 5-6.000 morti in un giorno trucidati in un modo violento". Così il rabbino capo di Trieste, Alexandre Meloni, descrive alla 'Dire' l'angoscia che avvolge la comunità ebraica triestina dopo l'attacco terroristico-militare, evidenzia, che ha fatto strage di civili negli insediamenti israeliani attorno alla striscia di Gaza. Lo stesso Meloni e altri membri della comunità ora temono per le sorti dei loro parenti anche stretti che vivono in Israele. "Io sono anche israeliano. Ho tre nipoti che sono stati richiamati- spiega il rabbino- abbiamo dei nostri giovani della comunità che hanno fatto l'aliyah (immigrazione ebraica in Israele), che vivono in Israele che sono stati richiamati. Perlomeno tre dei nostri giovani sono riservisti richiamarti e quello preoccupa moltissimo e preghiamo per loro". Attorno alla sinagoga di Trieste è stato aumentato il dispositivo di sicurezza con il potenziamento delle pattuglie armate dell'Esercito, impiegate nell'operazione "Strade sicure" sinora soprattutto nell'emergenza migranti. E' l'unico segno che c'è qualcosa che non va, perché attorno a tempio ebraico non vi è alcun segno di attenzione, un fiore, una candela. "Non si usa. Meglio così, attirerebbe troppa attenzione", aggiunge Meloni, riferendosi agli atti vandalici di il tempio è già stato oggetto. Ma la reazione di Trieste per i fatti in Israele è stata "un po' particolare", confessa il rabbino capo. "Ricordiamo che sabato e domenica c'era la Barcolana, dunque la città era estremamente focalizzata su quell'evento- spiega- asso piano piano comincia a prendere il polso della situazione e rendersi conto della gravità. Devo dire che il vescovo Trevisi mi ha chiamato personalmente per esprime la sua solidarietà. Ma non solo lui, anche altri esponenti della Chiesa cattolica e tutti gli esponenti tutte le chiese, quelle ortodosse e quelle protestanti, hanno tutti manifestato la loro solidarietà con la comunità ebraica e con il popolo di Israele", conclude Meloni.
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