Colazione a 7 euro? Triestino replica: “Prezzi ovunque aumentati, perché scandalizzarsi solo al bar?”
Sta facendo discutere lo scontrino da 7 euro per una colazione al bar, composto da brioche alla marmellata, un orzo e un capo, postato da una cittadina triestina e pubblicato anche da Trieste Cafe. Tra ironie e proteste sui social, non sono però mancate anche reazioni di segno opposto, come quella – pacata ma decisa – di un lettore che ci ha scritto per difendere il lavoro dei baristi e riportare la questione in un contesto più ampio.
“Vorrei rispondere alla signora che si lamenta del prezzo”, ci scrive. “Intanto, la colazione non era al banco, ma servita al tavolo: una differenza che implica costi diversi, come ben sappiamo”.
Secondo il cittadino, è importante considerare il quadro generale in cui si muovono i piccoli esercenti: “Le spese sono raddoppiate negli ultimi due anni: bollette, fornitori, affitti. Posso mostrare personalmente quanto paghiamo oggi rispetto a due anni fa”, afferma. “In un periodo del genere, forse è singolare scandalizzarsi per un caffè”.
Una riflessione più ampia sui prezzi
La replica si allarga poi ad altri settori: “È aumentato il biglietto del bus, le tariffe della posta, una seduta dal fisioterapista può costare 70 euro, da un dentista non ne parliamo. Un avvocato può chiedere anche 300 euro l’ora. Quando ci sono le manifestazioni in piazza, 20 euro per un panino sulla panca col bagno chimico diventano la norma”.
“E le pizze?”, continua. “Ormai 12 euro per una margherita non sorprendono più nessuno. Ma quando il conto è quello di un bar, ecco che si grida allo scandalo”.
“I prezzi sono esposti”, sottolinea, “nessuno viene colto di sorpresa. E comunque, chi si lamenta spesso magari ha un posto pubblico, è un dipendente statale o comunale, quindi con uno stipendio fisso. Mentre chi lavora in un bar affronta giornate lunghe, turni spezzati e margini sempre più risicati”.
“Pagano magari 100 euro per dormire in un B&B, ma poi si lamentano per un cappuccino”, conclude con tono fermo ma non polemico.
Una voce che rappresenta molti
La lettera di questo lettore, che preferisce restare anonimo, mette in luce un aspetto importante del dibattito: il rischio di semplificare una realtà complessa, in cui anche i gestori di bar e locali lottano ogni giorno contro l’aumento dei costi fissi, la concorrenza e i cambiamenti nelle abitudini dei clienti.
In un momento in cui tutto costa di più – dai servizi essenziali alla cultura – anche la colazione al bar diventa termometro di un malessere più ampio, fatto di rincari, aspettative e sensibilità diverse.
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