Claudio Sterpin a Mattino 5: ‘Il nostro era amore vero, Seba non sa cosa significhi amare’

Il caso della morte di Liliana Resinovich, la donna triestina scomparsa e ritrovata senza vita nel 2022, continua a tenere banco nei salotti televisivi nazionali. Questa mattina, nel corso della trasmissione “Mattino 5” condotta da Federica Panicucci su Canale 5, è andata in onda una nuova pagina di scontri verbali e accuse reciproche.
Protagonista della puntata, Claudio Sterpin, che ha preso posizione dopo le dichiarazioni di Sebastiano Visintin, marito di Liliana. Con toni diretti e senza mezzi termini, Sterpin ha voluto chiarire il proprio legame con la donna, definendolo “vero amore” e respingendo ogni insinuazione.
«Liliana ed io? Amore vero, fatto anche solo di mani intrecciate»
«Affari suoi, non mi tocca per niente — ha dichiarato Sterpin riferendosi a Sebastiano —. Lui conosceva benissimo il mio rapporto con Liliana, sapeva da tempo, mesi per non dire anni. Ci aveva beccato più volte mentre la riaccompagnavo a casa, lo sa bene».
Poi il ricordo più intimo, raccontato con voce ferma: «Liliana era spesso a casa mia. Ci sedevamo al tavolo, uno di fronte all’altra. Allungavamo le mani, io con la destra e lei con la sinistra, e restavamo così per minuti, ripetendoci ‘ciao amore’. Questo per me è amore vero. Altro che insinuazioni. Lui non sa cosa significhi davvero amare».
«Io sporco? Le porcherie le vede solo lui»
Sterpin ha voluto rispondere anche a un’accusa che lo ha ferito particolarmente: «Ho sentito dire che avrei dichiarato che l’amore si può fare con le mani in senso volgare. Falso. La porcheria di cui parla lui vale per lui, non per me. Io parlavo di gesti di affetto, di sguardi, di mani intrecciate. C’è un abisso tra quello che penso io e quello che intende lui».
Il giallo continua a dividere
Ancora una volta, il caso Resinovich si conferma non solo un mistero irrisolto per la giustizia, ma anche un terreno di confronto aspro tra le persone più vicine alla donna. Mattino 5 ha dato spazio a testimonianze e ricordi che continuano a sollevare dubbi e alimentare polemiche.
Mentre le indagini ufficiali restano ferme alle conclusioni giudiziarie già note, i riflettori mediatici non si spengono, alimentati da nuove versioni e dichiarazioni. E il pubblico, da casa, resta diviso tra interpretazioni, sospetti e attese di verità.
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