mercoledì 16 settembre 2026
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Cronaca

Cellula triestina favoriva l'ingresso in Italia di migranti irregolari, nuovo arresto: era latitante

Luca Marsi·
Nella giornata del 23 dicembre u.s., la Digos di Trieste, a seguito degli approfondimenti investigativi, ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere del quarantenne cittadino iracheno M.S.A.M. emessa nei mesi scorsi, ma rimasta ineseguita perché il soggetto si era reso irreperibile. L’arresto del latitante, diretto dal Pubblico Ministero Dott. Massimo De Bortoli della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Trieste, è l’ultimo epigono di una operazione di polizia giudiziaria dello scorso febbraio che ha consentito di individuare una cellula triestina indagata per aver favorito il transito di migranti irregolari provenienti dall’area del Kurdistan e diretti in varie parti d’Europa, anche attraverso il procacciamento di documenti d’identità falsi e dietro versamento di ingenti somme di denaro. Nella precedente attività sono state effettuate 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui due estese in ambito europeo e 9 misure di custodia agli arresti domiciliari nei confronti di cittadini iracheni di etnia curda, nonché svariate perquisizioni a carico dei soggetti indagati. Dopo mirati servizi finalizzati all’individuazione delle persone rimaste latitanti, l’attività di polizia giudiziaria degli ultimi giorni ha permesso di individuare e trarre in arresto il predetto soggetto iracheno, indagato per favoreggiamento della immigrazione clandestina e associazione per delinquere aggravata dal fatto che il gruppo criminale operava in più Stati. Quest’ultimo si stava dando alla latitanza in Svizzera ed era rientrato in Italia al fine avviare l’iter amministrativo per risultare fittiziamente domiciliato a Trieste, con lo scopo di ottenere i benefici derivanti dalla domiciliazione in Italia, tra i quali la possibilità di ottenere il reddito di cittadinanza.

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