Trieste, controlli al confine, Conti (PD) dopo Tajani: «Il ritorno alla normalità arriverà comunque tardi»

«Aspettiamo con impazienza il ritorno della normalità, anche se sarà comunque tardi». La segretaria regionale del PD FVG Caterina Conti interviene dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla possibilità che l'Italia valuti «misure alternative» alla sospensione di Schengen al confine tra Italia e Slovenia.
Una presa di posizione netta, con la quale Conti torna a contestare la scelta di mantenere i controlli alla frontiera e sottolinea come il tema sia stato sollevato ripetutamente negli ultimi anni.
«Anni di inutile sospensione della libera circolazione»
«L'annuncio del ministro Tajani viene dopo anni di inutile sospensione della libera circolazione, dopo interrogazioni parlamentari e addirittura dopo le lamentele del sindaco di Trieste», afferma la segretaria regionale dem.
Il riferimento è alle parole del ministro degli Esteri, che ha annunciato una riflessione su possibili misure alternative rispetto all'attuale sospensione di Schengen lungo il confine italo-sloveno.
Conti mantiene però prudenza rispetto agli sviluppi concreti: «Vedremo quali saranno le misure alternative e aspettiamo con impazienza il ritorno della normalità anche se sarà comunque tardi».
Il PD FVG torna all'attacco sui controlli al confine
Per la segretaria regionale del Partito Democratico, dunque, un eventuale superamento dell'attuale sistema rappresenterebbe un cambiamento atteso da tempo.
Al centro della posizione del PD FVG resta la libera circolazione lungo una frontiera particolarmente importante per il territorio regionale e, in particolare, per l'area triestina.
La dichiarazione di Conti arriva proprio mentre il dibattito politico sui controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia torna ad accendersi, anche alla luce delle parole di Tajani.
Conti: «La frontiera era stata chiusa per il rischio terrorismo»
La segretaria dem affronta anche le motivazioni che avevano accompagnato l'introduzione dei controlli.
«Anche la frontiera con la Slovenia era stata chiusa per evitare il rischio terrorismo, poi è diventata una bandiera della destra», sostiene Conti.
Una valutazione politica che la segretaria regionale collega più in generale all'utilizzo dei controlli alle frontiere all'interno del dibattito nazionale.
L'affondo sulla «propaganda politica interna»
Conti richiama infatti anche quanto sta accadendo su altri confini europei e sostiene che le decisioni sulla libera circolazione finiscano per essere condizionate dalla politica interna.
«La notizia della ulteriore proroga del blocco di Schengen con la Spagna non lascia presagire nulla di buono, perché prova che le frontiere si aprono e chiudono a fini di propaganda politica interna», dichiara.
La posizione del PD FVG è quindi chiara: dopo gli anni trascorsi con i controlli al confine tra Italia e Slovenia, l'auspicio è che la riflessione annunciata dal Governo possa portare a un cambiamento concreto.
Per Conti, tuttavia, anche qualora si arrivasse al ripristino della piena normalità, questo avverrebbe «comunque tardi» rispetto a una scelta che il Partito Democratico regionale contesta da tempo.
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