Caso Resinovich, a Quarto Grado riemerge il nodo dei sacchi: “Indagine da rifare”

Nell’ultima puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi, la parte dedicata al caso di Liliana Resinovich si è concentrata su uno degli elementi più discussi e ancora irrisolti dell’indagine: i sacchi neri in cui è stato ritrovato il corpo della donna. Un punto che continua a sollevare interrogativi e che, come evidenziato in trasmissione, resta uno degli aspetti più enigmatici dell’intera vicenda.
L’assenza di impronte: un elemento che alimenta dubbi e domande
Durante il confronto in studio, Nuzzi ha richiamato l’attenzione su un dato particolarmente rilevante: sui sacchi non sarebbe stata rilevata alcuna impronta digitale, neppure quella della stessa Liliana. La consulente della famiglia, Gabriella Marano, ha ricordato come questo dettaglio assuma un peso specifico importante, soprattutto considerando che la donna non indossava guanti. Per la prima indagine si era parlato di un’impronta “guantata”, mentre nella seconda lettura investigativa si è ipotizzato che la trama visibile potesse appartenere al materiale del sacco.
L’ipotesi della premeditazione e la dinamica in due fasi
La mancanza totale di impronte apre, inevitabilmente, il dibattito sulla possibilità di una premeditazione nella gestione del corpo. Secondo Marano, però, la dinamica potrebbe essersi sviluppata in due momenti: un gesto improvviso, seguito da una seconda fase, più ragionata, in cui i sacchi sarebbero stati utilizzati per il trasporto del corpo. Un’interpretazione che continua a rimanere sul tavolo degli inquirenti e della consulenza tecnica.
Indagine superficiale? Le critiche alla prima fase investigativa
Nel corso della discussione, la consulente ha espresso una valutazione netta sul lavoro svolto nella prima indagine, definita “assolutamente superficiale”. Da qui la necessità, più volte ribadita, di riesaminare numerosi elementi e ripetere accertamenti fondamentali che non avrebbero ricevuto sufficiente approfondimento in precedenza.
L’incidente probatorio e l’attesa dei nuovi risultati
Nuzzi ha ricordato al pubblico che è attualmente in corso l’incidente probatorio, un passaggio cruciale della nuova indagine. In questa fase si stanno rivalutando anche i sacchi, con l’obiettivo di verificare la possibile presenza di impronte o tracce non rilevate durante i primi esami. Secondo quanto riportato in trasmissione, i risultati sono attesi per marzo, mese che potrebbe rivelarsi determinante per chiarire diversi aspetti ancora aperti.
Un caso che continua a interrogare il Paese
La puntata ha confermato quanto la morte di Liliana Resinovich rimanga un tema di grande impatto pubblico, segnato da dubbi investigativi, ricostruzioni incomplete e domande ancora senza risposta. L’attesa ora è rivolta all’esito degli accertamenti in corso, considerati decisivi per fornire un quadro più chiaro e, soprattutto, più rigoroso rispetto a quanto emerso finora.
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