mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

“Carnevale non è un rave di delinquenti”: l’affondo dell'opinionista Rebek (VIDEO)

Luca Marsi·
“Carnevale non è un rave di delinquenti”: l’affondo dell'opinionista Rebek (VIDEO)

Dichiarazioni forti, senza filtri e cariche di indignazione: Stefano Rebek, opinionista fisso del salotto digitale di Trieste Cafe, ha lanciato un duro affondo durante la diretta serale del 25 marzo 2025 condotta da Luca Marsi. Al centro del dibattito, il tema della sicurezza urbana, con particolare attenzione a Trieste e al recente Carnevale di Muggia.

“Quel che ho visto è uno schifo, non è carnevale”

Con la sua consueta schiettezza, Rebek ha preso di mira i comportamenti di alcuni giovanissimi che, a suo dire, nulla hanno a che vedere con lo spirito goliardico e conviviale del Carnevale: “Io mi vesto, rido, scherzo, faccio festa: questo dev’essere Carnevale. Quello che abbiamo visto invece è uno schifo. Ragazzini che arrivano giorni prima per nascondere bottiglie di alcol o oggetti da usare per attaccare, non per difendersi.”

Ha quindi elogiato la scelta del sindaco di Muggia, Paolo Polidori, di ridimensionare drasticamente la festa: “Ha avuto il coraggio e l’intelligenza di riconsegnare la festa alle famiglie”, ha detto, rilanciando l’urgenza di un cambiamento culturale profondo.

“Chi lavora di notte merita rispetto quanto chi lavora di giorno”

Altro tema caldo affrontato da Rebek è il rispetto per i lavoratori del mondo della notte, troppo spesso – secondo lui – sottovalutati: “Mi incazzo quando qualcuno dice ‘domani devo lavorare’ come se chi lavora di notte non contasse. Barman, DJ, PR, addetti alla sicurezza… sono tutti lavoratori veri, che mantengono famiglie. Serve rispetto.”

L’attacco al sistema dell’accoglienza: “5.000 euro al mese per un minorenne?”

Ma la parte più polemica dell’intervento è arrivata quando l’opinionista ha toccato il nervo scoperto dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati: “Credo si arrivi anche a 5.000 euro al mese per un minore. E allora mi chiedo: noi genitori italiani siamo dei falliti? Per lo Stato, sembriamo esserlo. Se uno ha quattro figli dovrebbe portare a casa 20.000 euro al mese per essere alla pari. È una follia.”

Rebek ha messo in dubbio l’efficacia del sistema, parlando apertamente di “rapporto numerico errato” tra minori, tutor e risorse spese: “Con tutti quei soldi, questi ragazzi dovrebbero imparare l’italiano e le regole del vivere civile. E invece, vediamo il contrario.”

“Serve un cambio di rotta”

Chiudendo il suo intervento con toni accorati, Rebek ha lanciato un monito: “Non possiamo più permetterci di far finta di niente. Chi viene qui e vuole integrarsi va aiutato. Ma chi viene solo per distruggere, per attaccare, per delinquere, va fermato. Altrimenti, a pagarne il prezzo sarà tutta la città.”

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