Allarme key box a Trieste, Federalberghi: “Servono controlli chiari e uniformi”

Dopo la segnalazione pubblicata nei giorni scorsi sulla presenza di numerose key box in via Belpoggio e nelle aree limitrofe, interviene il presidente di Federalberghi Trieste, Maurizio Giudici, che richiama con fermezza il rispetto delle regole e la tutela della sicurezza collettiva.
“In qualità di Presidente di Federalberghi – afferma Giudici – desidero intervenire in merito alla segnalazione riguardante la proliferazione delle key box nella città di Trieste. Comprendo pienamente le preoccupazioni espresse dal cittadino e ritengo che esse siano legittime”.
“La normativa è chiara: identificazione obbligatoria degli ospiti”
Il presidente sottolinea un punto centrale: la legge italiana impone a ogni gestore di struttura ricettiva, sia alberghiera sia extralberghiera, l’obbligo di identificare gli ospiti e comunicare i dati alle autorità di pubblica sicurezza entro sei ore dall’arrivo.
“Si tratta di un adempimento fondamentale – evidenzia Giudici – posto a tutela della sicurezza collettiva, che non può essere aggirato attraverso modalità di accesso automatizzate prive di controllo diretto”.
Un passaggio che richiama direttamente la responsabilità degli operatori del settore, in un momento in cui gli affitti brevi rappresentano una componente sempre più significativa dell’offerta turistica cittadina.
Affitti brevi sì, ma nel rispetto delle regole
Giudici riconosce che appartamenti per vacanze e locazioni brevi costituiscono oggi una realtà strutturata e organizzata del sistema turistico, capace di diversificare l’offerta e rispondere a nuove esigenze della domanda.
“Tuttavia – precisa – proprio perché parte integrante del comparto turistico, devono operare nel pieno rispetto delle regole: sicurezza, corretta identificazione degli ospiti, concorrenza leale e rispetto degli spazi pubblici e condominiali”.
“Il diritto dei residenti è prioritario”
Nel suo intervento, il presidente di Federalberghi pone l’accento anche sulla tutela dei cittadini.
“Il diritto dei residenti a sentirsi sicuri nelle proprie abitazioni è prioritario e non può essere messo in secondo piano. Allo stesso tempo, è interesse dell’intero settore che vi siano controlli chiari e uniformi, affinché chi lavora nel rispetto delle norme non venga penalizzato da comportamenti irregolari”.
Richiesta di verifiche nelle zone segnalate
La conclusione è un invito alle autorità competenti ad effettuare le opportune verifiche nelle aree indicate, adottando – se necessario – i provvedimenti previsti dalla legge.
L’obiettivo, secondo Giudici, è tutelare cittadini, operatori regolari e un modello di turismo sostenibile e responsabile, in una città che continua a crescere sul piano dell’attrattività ma che non può prescindere dal rispetto delle regole condivise.
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