15 marzo, Giornata contro i Disturbi Alimentari: "mancanza di cure è fallimento per la società intera"
Il 19 giugno 2018 la Giornata del Fiocchetto Lilla è stata ufficialmente riconosciuta a livello istituzionale dalla Presidenza del Consiglio per definire il 15 marzo come giornata nazionale contro i Disturbi dell’Alimentazione.
È stata l’Associazione “Mi Nutro di Vita” (Pieve Ligure – GE) creata da Stefano Tavilla che a partire dal 2012 si è costantemente battuta per rivendicare tale ricorrenza, battaglia nella quale si sono unite moltissime altre associazioni di ogni parte d'Italia nel corso di questi anni.
Il 15 marzo del 2012 moriva Giulia, la figlia di Stefano Tavilla, malata di bulimia che era in attesa di essere ricoverata in una struttura per disturbi alimentari; tale data possiede dunque il profondo significato di rappresentare tutte le vittime di queste malattie subdole e ingannatrici, nonché pretendere la messa in primo piano di queste patologie da sempre sottovalutate e additate come banali "capricci" collegati puramente all'aspetto fisico.
Proprio oggi, 15 marzo 2023, verrà presentata in via ufficiale la "Fondazione Fiocchetto Lilla" presso la Casa della Psicologia a Milano.
L'associazione originaria di Grosseto pone l'accento sulla "cura, ricerca, formazione, prevenzione, tempestività nelle cure, ascolto, credibilità, continuità assistenziale e dei percorsi di guarigione. In un’unica parola: concretezza.
Concretezza è quanto la Fondazione Fiocchetto Lilla intende mettere a disposizione delle persone affette dalle malattie del comportamento alimentare e delle loro famiglie", si legge nel comunicato dell'associazione.
La Fondazione è nata dall'idea di chi ha dovuto confrontarsi con i disturbi alimentari sia direttamente che indirettamente, da cui successivamente sono nate altre associazioni, come ad esempio "Così come sei", fondata da Francesca Lazzari, la sopracitata "Mi nutro di vita", oppure "Perle Onlus", fondata da Mariella Falsini.
Ma cosa sono esattamente anoressia, bulimia e binge eating? Senza tralasciare la vigoressia (la costante attenzione al tono muscolare e all'allenamento) e l'ortoressia (l’ossessione per i cibi salutari)?
Per quanto esse possiedano differenti modalità di palesarsi, sono tutte accomunate da una caratteristica: il dolore che vi si cela dietro.
È un dolore che può avere una singola causa scatenante o una sommatoria di tanti motivi, e in entrambi in casi chi ne soffre riversa le proprie sofferenze interiori sul cibo, arrabbiandosi con esso, odiandolo, respingendolo, oppure abusando di esso fino allo sfinimento.
I disturbi alimentari sono manifestazioni esteriori di un dolore interno all'anima che non riesce a manifestarsi, se non nei modi più distanti da ciò che "vivere" significhi.
Infatti, le persone vittime dei disturbi alimentari non vivono davvero, ma sopravvivono, sopportano, si sacrificano, si lasciano morire annegando nella loro sofferenza di vita, sensi di colpa, dispercezione corporea e isolamento sociale, nel disperato tentativo di riuscire così a concretizzare e materializzare il proprio invisibile dolore.
Tutto ciò accade ed è purtroppo accaduto molto spesso a causa delle mancate cure e assistenza da parte dei centri adibiti al trattamento di queste patologie, sommata alla contrarietà e alla paura di guarire che si sviluppa nella persona colpita dalla malattia.
Conosciuti come DCA, da poco anche con l'abbreviazione DNA (Disturbi della Nutrizione e Alimentazione), queste malattie rappresentano al giorno d'oggi una vera e propria emergenza a livello nazionale e sociale, avendo subìto un brusco aumento dei casi pari a quasi il 40% dopo la pandemia di Covid 19.
"Quando un ragazzo, una ragazza, un bambino, una bambina, un uomo, una donna si ammalano di anoressia, bulimia o binge eating disorder l'intera famiglia si ammala.
E troppo spesso ci si sente abbandonati. Le malattie alimentari, come gran parte delle patologie psichiatriche, sono coperte da un alone di vergogna, da uno stigma sociale che rende la richiesta di aiuto ancora più complessa e difficile", chiarisce la Fondazione Fiocchetto Lilla.
"Per questo le malattie alimentari non possono più essere ignorate, per questo devono essere riconosciute e viste, per questo i percorsi di cura devono essere adeguati e diffusi su tutto il territorio nazionale.
Perché la mancanza di cura è un fallimento per la società intera".
(Immagine: GoStudent)
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