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ASUGI informa

Valmaura al centro della rigenerazione sociale: ASUGI lancia il nuovo progetto di welfare di prossimità

Luca Marsi·
Valmaura al centro della rigenerazione sociale: ASUGI lancia il nuovo progetto di welfare di prossimità

Nuovi spazi pubblici pensati non soltanto come luoghi fisici, ma come strumenti concreti per costruire relazioni, promuovere salute e contrastare l’isolamento sociale. È questa la visione alla base del nuovo progetto promosso da ASUGI dal titolo “Spazi per la cura e relazioni per la salute: rigenerazione della rete dei servizi sanitari e sociosanitari nell’area di Valmaura”.

Nella giornata dell’8 maggio è stato pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse rivolto agli Enti del Terzo Settore per avviare un percorso di co-progettazione dedicato alla trasformazione e valorizzazione degli spazi pubblici del quartiere.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un modello di welfare territoriale sempre più vicino ai cittadini, capace di mettere al centro prevenzione, inclusione sociale e benessere psicofisico attraverso una forte collaborazione tra servizi sanitari, realtà associative e comunità locale.

Una nuova idea di salute costruita insieme alla comunità

Il progetto si inserisce nel percorso regionale che punta a rafforzare la dimensione comunitaria dei servizi sanitari e sociosanitari territoriali.

L’idea è quella di sviluppare reti di supporto informale e nuove modalità di collaborazione tra operatori sanitari, enti del territorio e cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili.

Tra gli obiettivi principali del percorso di co-progettazione vi è l’intercettazione precoce dei bisogni sanitari e sociosanitari dei residenti, soprattutto anziani e famiglie, cercando di prevenire situazioni di disagio e isolamento prima che diventino emergenze.

Accanto a questo, il progetto punta alla creazione di nuovi spazi dedicati alla “co-produzione della salute”, luoghi aperti alla cittadinanza dove sviluppare attività, relazioni e iniziative condivise tra professionisti sanitari e reti territoriali già attive nel rione.

Spazi pubblici trasformati in luoghi di relazione e prevenzione

Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa riguarda proprio il concetto di rigenerazione urbana sociale.

L’obiettivo non è soltanto riqualificare fisicamente alcune aree, ma trasformarle in punti di riferimento per la comunità, capaci di favorire aggregazione, partecipazione e promozione della salute.

Tra i risultati attesi vi è infatti l’avvio di iniziative concrete all’interno dei nuovi spazi pubblici rigenerati, che saranno destinati a una fruizione aperta e condivisa da parte della cittadinanza.

Un approccio che guarda al welfare non più soltanto come assistenza, ma come costruzione quotidiana di relazioni, reti di vicinanza e benessere diffuso.

Chi può partecipare al progetto

L’avviso pubblicato da ASUGI è rivolto agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS da almeno sei mesi.

Potranno partecipare Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale, Cooperative Sociali e altri soggetti del Terzo Settore interessati a contribuire al percorso di coprogettazione.

Gli enti ritenuti idonei saranno convocati a un tavolo condiviso che coinvolgerà anche i Servizi Sociali dell’Ambito Territoriale Sociale di Trieste.

Per sostenere concretamente il progetto, ASUGI metterà inoltre a disposizione dei partner selezionati il terreno di proprietà situato in via del Carpineto 1, oltre a risorse professionali utili allo sviluppo delle attività.

Le candidature potranno essere presentate fino al 27 maggio 2026.

Un progetto che guarda al futuro del quartiere

L’iniziativa rappresenta uno dei tentativi più concreti degli ultimi anni di ripensare il rapporto tra sanità, territorio e comunità all’interno di un quartiere storico come Valmaura.

Un percorso che punta a trasformare la cura in un’esperienza collettiva e partecipata, cercando di costruire attorno alle persone reti di sostegno sempre più vicine, accessibili e radicate nella quotidianità del territorio.

In una fase storica segnata da fragilità sociali crescenti, invecchiamento della popolazione e nuove forme di isolamento, il progetto prova così a immaginare un welfare capace di partire direttamente dai quartieri e dalle relazioni tra cittadini.

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