Sanità penitenziaria ASUGI, casa circondariale Ernesto Mari: settimana dedicata allo screening per l’epatite C dal 21 al 28 novembre 2022
L’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina opera all’interno della Casa Circondariale di Trieste Ernesto Mari attraverso la Funzione di sanità penitenziaria, garantisce la tutela della salute, assicurando i livelli essenziali di assistenza, dal 1° gennaio 2014.
La microeradicazione del virus epatite C (HCV) in ambito penitenziario riveste una grande importanza tenendo conto che la popolazione detenuta è una comunità confinata in un contesto ambientale sovraffollato, promiscuo, ad elevato turnover. Il carcere è opportunità dove intercettare i bisogni di salute di una fetta di popolazione altrimenti difficilmente raggiungibile in comunità, «i difficili da raggiungere i difficili da trattare», incentivando un atteggiamento attivo e propositivo della persona ristretta nei confronti della propria salute, costituendo per questi un’opportunità di diagnosi e inserimento in percorsi terapeutici adeguati.
La sanità penitenziaria a seguito dell’evento tenutosi il 7 giugno 2022, “Diagnosi precoce e trattamento dell’infezione da HCV nei pazienti PWID. L’importanza dei percorsi specialistici di continuità assistenziale ospedale -territorio”, si è proposta ed è stata selezionata per collaborare al Progetto European Testing Week (ETW).
Il Progetto European Testing Week (ETW) è un progetto che incoraggia le organizzazioni partner – nelle comunità, nelle istituzioni sanitarie e politiche – in tutta Europa a unirsi per una settimana, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui benefici dei test precoci sull’ epatite C (HCV). Questa iniziativa a preso vita nel 2013, ed è cresciuta fino a diventare un evento europeo ampiamente riconosciuto con centinaia di organizzazioni che partecipano ogni anno. Ogni organizzazione dedica il proprio tempo per organizzare le attività della Testing Week , l’obiettivo finale di ETW è aumentare gli sforzi per rendere i test più accessibili e per ridurre la diagnosi tardiva.
La sanità penitenziaria per l’anno 2022 si è posta l’obiettivo di implementare tale attività al fine di:
- semplificare i percorsi diagnostici;
- quantificare e limitare la diffusione dell’infezione HCV all’interno dell’istituto penitenziario e sul territorio, tenuto conto che il detenuto terminato il periodo detentivo rientra nel territorio di appartenenza;
- diminuire l’incidenza di nuove infezioni con un counselling specifico, volto a modificare i comportamenti a rischio;
- individuare l’HCV ad uno stadio sempre più precoce di malattia;
- avviare tempestivamente il trattamento e migliorare gli indici di sopravvivenza e di qualità della vita;
attraverso le seguenti azioni:
- attività di informazione dedicata alla popolazione detenuta, attraverso incontri a piccoli gruppi in materia di patologie infettive (attualmente il personale infermieristico ha già svolto 6 incontri con gruppi di 12 detenuti);
- utilizzo di test rapidi HCVrna;
- counselling pre e post prelievo;
- attivazione di percorsi di cura e di monitoraggio specifici, per la presa in carico congiunta con gli specialisti della S.C. Malattie Infettive, Centro studi fegato, attraverso percorsi personalizzati.
La partecipazione al progetto prevede:
- l’utilizzo di test rapidi su sangue capillare, sono previsti 100 test per il rilevamento dell’infezione;
- utilizzo della piattaforma Cepheid GeneXpert IV-4;
- tutti i materiali sono forniti a titolo gratuito per il periodo del European Testing Week (ETW).
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