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ASUGI informa

Emodialisi domiciliare e non solo, il futuro della nefrologia giuliano-isontina

Luca Marsi·
Emodialisi domiciliare e non solo, il futuro della nefrologia giuliano-isontina

settembre 2023 segna una data importante per i pazienti affetti da malattia renale cronica dell’area territoriale giuliano-isontina.

Le persone che hanno necessità di essere trattate con emodialisi potranno avvalersi, da ora in poi, di una modalità ulteriore di trattamento che permetterà loro di mirata a garantire di effettuare la propria terapia emodialitica a casa, non solo presso il centro dialisi.

Si partirà in parallelo con due pazienti, uno presso la Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi area Isontina (direttore dott.ssa Manuela Bosco), l’altro presso la Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi area Giuliana (direttore F.F. dott. Vittorio Di Maso).

Attualmente i pazienti affetti da malattia renale cronica in ASUGI sono circa 34.000 (10% circa degli adulti residenti in Provincia di Gorizia e Trieste, e i pazienti che richiedono il trattamento renale sostituivo (trapianto o dialisi) sono circa 500 (200 in area Isontina e 300 in area Giuliana). Tra i pazienti dializzati il 20% esegue la dialisi peritoneale a domicilio.

“L’emodialisi domiciliare rappresenta una nuova opportunità per curare la malattia renale cronica evoluta, che affiancherà la dialisi peritoneale, dando la possibilità di ricevere una assistenza sicura, efficace, personalizzata e di alta qualità, senza rendere necessario lo spostamento in ospedale dei pazienti che richiedono il trattamento dialitico” spiega il dott. Vittorio Di Maso.

Fino ad oggi, i pazienti che per motivi clinici non potevano effettuare la dialisi peritoneale, dovevano accedere al centro/ospedale tre volte alla settimana, con implicazioni organizzative come i trasporti, per essere sottoposti ad un trattamento dialitico della durata di circa mezza giornata, condizione che limita sia la propria autonomia che la libertà di movimento.

L’emodialisi domiciliare ha le stesse caratteristiche tecniche della emodialisi eseguita in ospedale ma la macchina è di dimensioni ridotte e non è necessario un impianto idrico dedicato. Viene svolta per 4-5 volte alla settimana ed ha una durata inferiore alle 4 ore. Il paziente è libero di fare il trattamento nella fascia oraria desiderata e non è condizionato dall’organizzazione dei centri nefrologici.

I pazienti che scelgono questa metodica, assieme alla persona che li aiuterà a domicilio, un familiare o persona dedicata, svolgono un periodo di formazione presso il centro di riferimento o direttamente a domicilio. Il paziente continuerà ad afferire al centro per i controlli e per le eventuali modifiche relative alla terapia farmacologica e dialitica.

“L’emodialisi domiciliare, occupa un’area di “nicchia” rispetto all’emodialisi e al trapianto renale, ma rappresenta una opportunità per quei pazienti che vogliono gestire la propria autonomia, avere la possibilità di fare vacanze in aree non provviste di centri dialisi, svolgere con maggior regolarità la propria attività lavorativa e può essere vantaggiosa anche per i soggetti affetti da fragilità e/o ipomobilità in genere” sottolinea la dott.ssa Manuela Bosco.

Le due Strutture Complesse di Nefrologia e Dialisi Isontina e Giuliana hanno collaborato strettamente per la realizzazione di questo progetto di domiciliazione della terapia dialitica, che è stato garantito anche dal grande lavoro coordinato della componente infermieristica.

Inoltre, i due centri nefrologici giuliano e isontino hanno sviluppato programmi condivisi di presa in cura dei pazienti che necessitano di ricovero o trasferimento da uno all’altro, sulla gestione degli accessi vascolari da dialisi complicati e sulla stesura di protocolli di utilizzo dei nuovi farmaci nefro- e cardio-protettivi, utilizzati nel paziente con insufficienza renale, diabete e/o scompenso cardiaco. Fattiva è la collaborazione con le aree critiche dove la Nefrologia Giuliana svolge il ruolo di supporto integrato per i pazienti che abbiano necessità di cure intensive anche nelle fasi acute e più gravi. La sfida alla cronicità in nefrologia richiede pertanto un “approccio strutturale e di sistema” che miri ad ottenere integrazione tra servizi sanitari sociali ed ambientali, promuovendo l’integrazione tra differenti professionalità che operano nei diversi ambiti di cura all’interno dell’ospedale e sul territorio. L’ASUGI ha sempre promosso i processi e i progetti che hanno come obiettivo le cure territoriali e la domiciliarità. Lo stesso sforzo viene portato avanti da tutto il Dipartimento delle Specialistiche Territoriali (Direttore dott. Andrea Di Lenarda) cui la SC di Nefrologia e Dialisi area Isontina fa parte e dall’integrazione di questi con le strutture Ospedaliere tra cui la SC di Nefrologia e Dialisi dell’area Giuliana.

Il progetto di emodialisi domiciliare rientra nella mission che il Dipartimento Specialistico Territoriale e la Nefrologia Giuliana si sono dati con l’obiettivo di portare l’assistenza vicino, o meglio a casa del paziente nefropatico.  L’azienda sanitaria giuliano-isontina in questi termini costituisce un unicum dove la potenzialità di sviluppo di gestione della cronicità attraverso la rete Ospedale-Territorio non è solo potenziale, ma fattiva, e rappresenta una grande possibilità anche per il malato nefropatico.

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