ASUGI chiarisce sulle microaree: nessun taglio ai servizi e stimolazione neurocognitiva garantita anche nel 2026
In seguito a quanto emerso durante la conferenza stampa del 2 gennaio 2026, ASUGI interviene per chiarire la propria posizione in merito alle sospensioni del servizio di stimolazione neurocognitiva nelle microaree di Trieste, smentendo in modo netto l’ipotesi di una riduzione strutturale dei servizi.
Secondo quanto comunicato dall’Azienda sanitaria, non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui i servizi delle microaree sarebbero stati ridotti per attivare la Casa della Comunità del Maggiore, che risulta invece operativa dal 2 gennaio 2026.
Disservizi limitati e legati alla programmazione del personale
ASUGI ribadisce che le criticità segnalate sono riconducibili esclusivamente a problemi di comunicazione nella programmazione del personale di microarea coinvolto nelle attività di stimolazione cognitiva. Si tratta di personale con il ruolo di Infermiere di Famiglia e di Comunità, che sarà progressivamente inserito nel percorso di attivazione delle Case della Comunità, in linea con le linee guida AGENAS.
Nel dettaglio, i disservizi si sono verificati in un numero limitato di occasioni a metà dicembre e hanno interessato una sola microarea sulle 15 attive a Trieste.
Il progetto Microaree e l’evoluzione della sanità territoriale
ASUGI ricorda inoltre che, con Decreto del Direttore Generale n. 789 del 30 settembre 2025, è stato approvato il nuovo progetto quadro del Programma Habitat Microaree e salute delle Comunità, attualmente in fase di approvazione anche da parte del Comune di Trieste e di ATER.
L’obiettivo del programma è armonizzare l’esperienza delle microaree con il modello della sanità territoriale previsto dal DM 77/22, valorizzando in particolare la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità e integrando le funzioni con le Case della Comunità, il PUA sociosanitario e l’assistenza domiciliare.
Nessuna modifica al funzionamento delle microaree
ASUGI sottolinea che non sono previste modifiche all’attuale funzionamento delle microaree. Il modello organizzativo potrà evolvere gradualmente, sempre di concerto con il Comune di Trieste e ATER, nell’ambito del disegno di rete territoriale previsto dalla normativa nazionale.
Per quanto riguarda nello specifico il servizio di stimolazione neurocognitiva, attivato dai CDCD a favore di gruppi di persone con demenza, l’Azienda conferma che sarà garantito anche nel 2026 tramite operatori di cooperative sociali in appalto.
Demenze e supporto domiciliare: il nuovo percorso
Nel comunicato viene inoltre evidenziata la conclusione della fase di coprogettazione denominata “sperimentazione comunitaria”, finalizzata a consentire alle persone non autosufficienti affette da demenza con disturbi comportamentali di rimanere al proprio domicilio, supportando allo stesso tempo i caregiver familiari.
Il percorso, avviato con il decreto ASUGI n. 1064 del 23 dicembre, prevede nel 2026 un budget complessivo di 500.000 euro e il coinvolgimento sperimentale di 12 enti del Terzo settore, chiamati a realizzare progetti personalizzati a favore delle persone assistite e delle loro famiglie.
Tra le attività previste rientrano il mantenimento delle autonomie residue, il supporto psicologico, il miglioramento della sicurezza domestica anche tramite domotica, il trasporto individuale, il sollievo per i caregiver, la formazione, il supporto nelle situazioni di emergenza, la promozione della vita relazionale, l’orientamento nella rete dei servizi e l’assistenza nelle pratiche amministrative.
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