Ucraina:vicepremier,cessate il fuoco solo se russi si ritirano
"La Cina persegue tradizionalmente una politica estera da giocatore esperto. Non credo proprio che Xi intenda imbarcarsi in uno scontro aperto con l'Occidente per facilitare la cooperazione con la Russia. Pechino non vuole rischiare sanzioni economiche e nuove tensioni, specialmente dopo la mossa tanto importante compiuta dal Tribunale dell'Aia contro Putin". Così, intervistata dal Corriere della Sera, la vicepremier e ministra ucraina per i Territori occupati Irina Vereshchuk. Rispetto alla proposta di pace cinese, "noi abbiamo i 10 punti avanzati dal presidente Zelensky e speriamo che la Cina stia con noi, dalla parte della verità e della giustizia. I cinesi tengano conto che l'idea di imporre il cessate il fuoco è impossibile, se non preceduto dal ritiro russo dal territorio dell'Ucraina", mentre una telefonata tra il leader cinese e quello ucraino "sarebbe una mossa importante, hanno cose da dirsi". Alla domanda se tema un invio di armi cinesi alla Russia, la vicepremier ha risposto di no: "comporterebbe lo scontro diretto con l'Occidente. Penso che i dirigenti cinesi siano molto più intelligenti di quelli russi". Rispetto invece alla richiesta a Mosca di rendere nota la lista dei bambini deportati, "non so cosa abbiano in testa. So però che la guerra finirà e loro saranno costretti a rendere conto dei loro crimini". E sulla visita di Putin a Mariupol, "anche Hitler visitò Mariupol nel 1941 ed è bene ricordare che fine ha fatto", commenta. (ANSA). J5J-GN
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