Camber sulle Province: "Possono essere utili, ma devono avere funzioni vere" (VIDEO)

Il ritorno delle Province rappresenta uno dei temi istituzionali destinati ad accompagnare il prossimo anno politico. Secondo Piero Camber, però, il vero nodo non riguarda tanto la loro ricostituzione quanto le competenze che saranno chiamate ad esercitare. Durante l'intervista al Pedocin, l'analista politico ha espresso alcune perplessità sull'impianto con cui il nuovo ente dovrebbe prendere forma.
Partire senza competenze definite
Camber osserva che il progetto prevede un avvio con competenze limitate, rinviando a un secondo momento l'eventuale ampliamento delle funzioni.
Secondo la sua valutazione sarebbe stato preferibile chiarire prima il ruolo delle nuove Province, definendone con precisione responsabilità e ambiti operativi, per poi procedere all'elezione degli organi.
A suo giudizio, invertire questo percorso rischia di creare incertezza.
Una riforma ancora in evoluzione
L'analista sottolinea come molti aspetti siano ancora in fase di definizione.
La prospettiva di nominare commissari e gruppi di lavoro incaricati di stabilire successivamente le competenze lascia aperti numerosi interrogativi sul funzionamento futuro dell'ente.
Per Camber sarebbe stato opportuno arrivare all'appuntamento con una struttura già delineata.
Le competenze che potrebbero fare la differenza
Nel corso della trasmissione Camber porta anche alcuni esempi concreti.
Tra le funzioni che potrebbero valorizzare il ruolo delle Province cita la Centrale unica di committenza, capace di concentrare le gare d'appalto dei Comuni, con possibili economie di scala e una gestione più coordinata.
Un altro ambito individuato riguarda la pianificazione territoriale, immaginando strumenti sovracomunali capaci di coordinare meglio lo sviluppo urbanistico.
Il rapporto con i Comuni
Secondo Camber il nuovo ente potrebbe diventare un supporto operativo per le amministrazioni comunali, soprattutto nei settori che richiedono una gestione condivisa.
L'obiettivo dovrebbe essere quello di semplificare procedure e razionalizzare le risorse, evitando duplicazioni amministrative.
L'interesse dei cittadini
Uno degli aspetti affrontati riguarda anche la percezione da parte dell'opinione pubblica.
Camber osserva come il ritorno delle Province non sembri suscitare particolare entusiasmo tra i cittadini.
Secondo la sua analisi, il crescente distacco dalla politica porta molti elettori a guardare con diffidenza ogni nuovo livello istituzionale.
Per invertire questa tendenza serviranno risultati concreti e competenze realmente utili.
Una sfida ancora aperta
L'analista conclude il proprio ragionamento senza esprimere un giudizio definitivo sulla riforma.
La valutazione, spiega, dipenderà da quali funzioni verranno effettivamente attribuite alle Province e dalla loro capacità di dimostrare un'utilità concreta nella gestione del territorio.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli correlati
PoliticaTrieste, Danielis (M5S): «Abbiamo bisogno che la nostra città torni ad essere la città dei triestini» (VIDEO)
Trieste deve tornare a essere innanzitutto una città nella quale i suoi residenti possano vivere, trovare casa, accedere ai servizi e costruire il proprio futuro. È uno dei messaggi centrali lanciati da Elena Danielis, coordinatrice regiona
PoliticaPorto, Matteoni: «Senza sviluppo rete ferroviaria non potrà mai essere veramente competitivo» (VIDEO)
Il futuro del porto di Trieste passa dalla crescita delle infrastrutture ferroviarie e dal pieno sviluppo delle potenzialità dei punti franchi. È la posizione espressa dall’onorevole Nicole Matteoni, parlamentare e segretaria provinciale di
PoliticaAscensore di San Giusto, Bressan: "La crescita del turismo non può essere fatta pagare ai residenti"
Il capogruppo del Partito Democratico in IV Circoscrizione, Luca Bressan, ha presentato un'interrogazione per chiedere chiarimenti all'Amministrazione comunale in merito alle recenti ipotesi di introduzione di un ticket per l'utilizzo dell'
PoliticaTrieste, il Pd su StarTech: «Non possiamo perdere 320 posti di lavoro e un patrimonio di competenze»
Il Partito Democratico di Trieste torna sulla vertenza StarTech e chiede un intervento più deciso da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e della Regione Friuli Venezia Giulia , sottolineando come la crisi non riguardi solt
