Triestina: "Lavorare di notte fa paura, Trieste ha bisogno di maggiori controlli nelle ore critiche"

Una cittadina triestina, madre e lavoratrice notturna, ha espresso una preoccupazione crescente per la sicurezza durante le ore notturne. Nella sua segnalazione, racconta di aver assistito a scene preoccupanti mentre svolge il suo lavoro e chiede un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine.
"Ho paura per me e per mia figlia"
La donna, 50 anni, ha confessato di iniziare ad avere paura non solo per sé, ma anche per sua figlia di 18 anni. "Io a 50 anni comincio ad aver paura per me e per mia figlia 18enne. Lavorando in fascia notturna vedo cose che non vorrei vedere… risse, pestaggi, innescati per futili motivi." Situazioni che la portano a prendere sempre più precauzioni, come mantenere una distanza di sicurezza e cercare di evitare zone o momenti potenzialmente pericolosi.
Un problema diffuso in tutta la città
Nella sua segnalazione, la triestina sottolinea come questi episodi di violenza non siano circoscritti alle aree già note per avere restrizioni. "In tante zone vedo queste cose, non solo quelle che adesso sono con restrizioni. Vorrei più polizia appostata di notte, non solo alle 21 con i posti di blocco, ma tra le 3 e le 6, orario molto caldo."
Una proposta: l'esercito per garantire la sicurezza
La cittadina suggerisce una soluzione che prevede l'impiego dell'esercito durante le ore più critiche della notte. "L’esercito potrebbe fare questo servizio. Tutti dicono che polizia e altre forze dell’ordine sono già impegnate in altro, ma sicuramente è un costo tenere le forze dell'ordine a controllare la città di notte, ma ne vale la pena per la nostra sicurezza."
Una città più piccola, ma non meno bisognosa di sicurezza
Trieste, pur essendo una città di dimensioni minori rispetto alle grandi metropoli italiane, secondo la donna richiede lo stesso livello di attenzione. "Non siamo Milano, una grande città, ma siamo a Trieste, città molto più piccola quindi più fattibile fare questo tipo di controllo." La madre conclude con un appello per garantire la sicurezza dei cittadini, soprattutto dei giovani.
Il timore crescente per la sicurezza dei giovani
La preoccupazione maggiore riguarda il futuro dei propri figli, soprattutto di quelli che, come la figlia 18enne della donna, iniziano a frequentare la vita notturna della città. "Io quando tornavo a casa non vedevo tutte queste cose che succedono ormai ogni giorno. Mi scuso per lo sfogo, ma da mamma mi sento in dovere di far sentire la mia preoccupazione per la sicurezza dei nostri figli."
Un appello accorato per la sicurezza
La cittadina chiude il suo messaggio con un appello alla comunità e alle istituzioni: "Fortunatamente finisco di lavorare di notte e sono sempre con mio marito, ma penso a tutte le situazioni pericolose a cui noi e i nostri figli potremmo andare incontro. Qualcosa deve cambiare."
FOTO SEBASTIANO VISINTIN
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