“Trecento persone bloccano una città”: lo sfogo di un triestino dopo il corteo del lunedì

Dopo il corteo andato in scena nelle vie del centro di Trieste, continua il dibattito cittadino tra favorevoli e contrari alle manifestazioni che negli ultimi mesi stanno interessando la città.
A far discutere nelle ultime ore è stato soprattutto il duro intervento pubblicato da un triestino sui social, uno sfogo che ha rapidamente acceso commenti e reazioni online.
“Buongiorno, ma come è possibile che 300 persone, praticamente lo 0,2 della città, blocchino il restante 99% di chi deve muoversi per andare a lavorare?”, scrive il cittadino, criticando pesantemente l’impatto del corteo sulla viabilità urbana.
Nel messaggio il triestino contesta in particolare i contenuti della manifestazione, sostenendo che durante il corteo si siano sentiti esclusivamente slogan legati alla Palestina. “Un corteo solamente a favore della Palestina, senza niente a favore di lavoro, stipendi, sanità”, afferma.
Lo sfogo prosegue poi con toni molto duri anche sulla presenza di famiglie e bambini alla manifestazione: “Vedere bambini con tamburi a un corteo fa vomitare”, scrive il cittadino, aggiungendo infine una critica rivolta direttamente all’organizzazione degli eventi in centro città.
“La prossima volta il Comune conceda pure il diritto a manifestare, ma almeno su strade periferiche, tanto per così poche persone… povera Trieste”.
Parole forti che hanno immediatamente diviso il pubblico online tra chi condivide il malcontento legato ai disagi al traffico e chi invece difende il diritto costituzionale a manifestare anche nel cuore della città.
Il tema dei cortei e dell’impatto sulla viabilità continua infatti a essere uno degli argomenti più discussi a Trieste, soprattutto quando le manifestazioni attraversano aree centrali particolarmente trafficate.
Anche questa volta, oltre alle posizioni politiche sul tema internazionale, il dibattito si è rapidamente spostato sul rapporto tra diritto alla protesta, gestione della città e quotidianità dei cittadini costretti a fare i conti con rallentamenti, deviazioni e blocchi del traffico.
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