Rivoluzione nella cura dello scompenso cardiaco grazie ad un farmaco anti-diabete
Una rivoluzione nella cura dello scompenso cardiaco. Così la Società Italiana di Cardiologia (Sic) commenta i dati dello studio di Fase III DELIVER, appena presentati a Barcellona nel corso del congresso della Società Europea di Cardiologia (Esc) e pubblicati su New England Journal of Medicine, con cui è stato mostrato che il farmaco dapaglifozin, nato come farmaco anti-diabetico, può ridurre la mortalità e l'aggravamento nei pazienti con scompenso cardiaco, indipendentemente dalla gravità della malattia. "Questo studio fa cadere le limitazioni alla prescrizione del farmaco, che ora può essere estesa a tutti i pazienti con scompenso cardiaco", commenta Ciro Indolfi, presidente della Sic. "I risultati - prosegue Indolfi - sono stati ottenuti anche in pazienti per i quali a oggi non esistono opzioni terapeutiche per scongiurare l'evoluzione della malattia: considerati insieme ai dati già emersi in precedenti studi sui pazienti con una funzionalità cardiaca molto compromessa, le evidenze indicano che dapaglifozin è efficace e può diventare un pilastro fondamentale per la terapia in tutti i pazienti con scompenso cardiaco". "Ora - conclude il presidente della Sic — siamo in attesa che le linee guida, già aggiornate lo scorso anno per l'insufficienza cardiaca, siano ulteriormente modificate per includere l'utilizzo esteso del farmaco dapaglifozin". I nuovi dati, dice Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Sic, "allargano l'indicazione, suggerendo che dapaglifozin possa essere prescritto indipendentemente dalla funzione cardiaca. Si tratta perciò di un'ottima notizia per gli oltre un milione di italiani che soffrono di questa grave patologia: per chi ha una funzionalità cardiaca conservata o poco ridotta, ovvero circa il 40% del totale, finora non c'erano molte opzioni terapeutiche". (ANSA). Y69-BR
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