"La vita notturna di Trieste è sostenibile come pensiamo? Disastro di plastica e rifiuti in piazza Cavana"

"Ieri sera, sabato 8 giugno, in piazza Cavana a Trieste con la fine di un esibizione musicale molto apprezzata, la piazza è stata trovata in condizioni pessime. La voglia dei giovani di proclamare la vita notturna è tanta, la nostra città offre tanto e potrà offrirci tantissimo. Sarà la mancanza di maggiori cestini dei rifiuti? Sarà la maleducazione delle persone nel buttare i rifiuti per terra?
Sarà una regola o un'eccezione? Non lo sapremo… chissà se in un futuro a breve termine ci sarà un miglioramento di questa situazione.
La nostra bellissima città sta nascendo brillando, gli eventi che vengono organizzati sono particolarmente amati, ma tutti questi rifiuti dovranno obbligatoriamente farne parte così?"
UNA LETTRICE
Articoli correlati
SegnalazioniTrieste, immigrazione e welfare: «Sul ricongiungimento familiare servono criteri economici più severi»
Alzare il reddito minimo necessario per richiedere il ricongiungimento familiare degli immigrati presenti in Italia. È la proposta avanzata dal triestino Marco M. , che interviene sul tema sostenendo la necessità di rendere più stringenti i
SegnalazioniTrieste strapiena di turisti, una residente spiazza tutti: “Ne voglio ancora di più, 365 giorni l’anno”
Mentre spesso il dibattito cittadino si concentra sul rapporto tra turismo, vivibilità e affollamento del centro, una triestina sceglie una posizione decisamente diversa e senza mezze misure: per lei Trieste dovrebbe essere piena di turisti
SegnalazioniEstate a Trieste, una residente: "Il gelato costa troppo, così diventa difficile concedersi uno sfizio"
Una semplice osservazione, ma che potrebbe rispecchiare il pensiero di molte persone. Una cittadina triestina ha voluto condividere una riflessione sul costo del gelato, uno dei prodotti simbolo dell'estate, evidenziando come i prezzi siano
SegnalazioniTrieste, denuncia di un cittadino: “A pochi metri dalla Slovenia sembra di entrare in un altro mondo”
Un confronto diretto tra la situazione osservata sul versante italiano del confine e quella riscontrata poche centinaia di metri più avanti, in Slovenia. È quanto racconta un cittadino triestino, che esprime amarezza per le condizioni di al
