Papa: "Anche se qualcuno lo sperava non ho motivo seri per dimissioni"!

"Penso che il ministero petrino sia ad vitam e dunque non vedo condizioni per una rinuncia. Le cose cambierebbero se subentrasse un grave impedimento fisico, e in quel caso ho già firmato all'inizio del pontificato la lettera con la rinuncia che è depositata in Segreteria di Stato. Se questo dovesse succedere, non mi farei chiamare Papa emerito, ma semplicemente vescovo emerito di Roma, e mi trasferirei a Santa Maria Maggiore per tornare a fare il confessore e portare la comunione agli ammalati. Ma questa è un'ipotesi lontana, perché davvero non ho motivi talmente seri da farmi pensare a una rinuncia. Qualcuno negli anni forse ha sperato che prima o poi, magari dopo un ricovero, facessi un annuncio del genere, ma non c'è questo rischio: grazie al Signore, godo di buona salute e, a Dio piacendo, ci sono molti progetti ancora da realizzare". Così Papa Francesco nella sua autobiografia "Life. La mia storia nella Storia", scritta con Fabio Marchese Ragona, vaticanista Mediaset e suo amico personale, di cui "Il Corriere della Sera" anticipa i passi salienti.
Bergoglio è rimasto ferito da chi ha scritto che "Francesco sta distruggendo il papato". "Cosa posso dire? Che la mia vocazione è quella sacerdotale: prima di tutto sono un prete, sono un pastore, e i pastori devono stare in mezzo alle persone...È vero che quella del Vaticano è l'ultima monarchia assoluta d'Europa, e che spesso qui dentro si fanno ragionamenti e manovre di corte, ma questi schemi vanno definitivamente abbandonati". Nel conclave del 2013 "c'era una gran voglia di cambiare le cose, di abbandonare certi atteggiamenti che purtroppo ancora oggi fanno fatica a sparire. C'è sempre chi cerca di frenare la riforma, chi vorrebbe rimanere fermo ai tempi del Papa-re". (ITALPRESS). fsc/red
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