Gruppo "Priorità alla scuola": "Rientro in classe non si trasformi in un "verifichificio""
Lettera dei docenti di Priorità alla scuola FVG ai colleghi
Noi docenti, che in questi mesi abbiamo partecipato alle mobilitazioni di Priorità alla scuola, ci rivolgiamo ai colleghi in vista del proseguimento dell'anno scolastico. Lunedì 1 febbraio, salvo nuovi provvedimenti, rientriamo nelle classi, in concomitanza – almeno in molte scuole superiori – con la parte finale del primo quadrimestre e quindi la prima pagella all’orizzonte. La valutazione è parte integrante della professione docente. Si tratta di un'attività delicata, per svolgere la quale, allo scrutinio, al di là di riassumere i risultati delle singole prove, occorre tener conto dei percorsi formativi dei ragazzi, che devono essere aiutati ad acquisire consapevolezza delle loro difficoltà e che devono essere dotati della capacità di utilizzare strategie per migliorare. La valutazione non è operazione sganciata dal processo di apprendimento. Il processo di apprendimento però, in questi ultimi due quadrimestri (il secondo del 2019/20 e il primo del 2020/21), è avvenuto in una situazione di grave penalizzazione per gli studenti e di effettiva decurtazione del diritto allo studio, malgrado i nostri sforzi. La scuola ha cercato di fare del suo meglio, ma la didattica da remoto non può assolvere la funzione di una scuola reale in presenza. Valutare oggi in queste condizioni, al di là del quadro normativo e dei criteri aggiornati in relazione alla DAD/DDI da parte dei vari istituti, diventa per questo ancora più delicato: la condizione di sospensione delle attività didattiche in presenza non ha consentito un monitoraggio adeguato né delle condizioni in cui vengono svolte le verifiche né dei reali percorsi di apprendimento degli studenti, relegati al personale ambito domestico con tutte le relative disuguaglianze e vantaggi/svantaggi di partenza. A questa situazione si aggiunge tutta la pressione dovuta a una prolungata situazione di emergenza che tutti e tutte, singolarmente, abbiamo potuto avvertire nella nostra vita e nelle nostre case, e i cui effetti, in tante occasioni, abbiamo potuto percepire anche tra i nostri alunni. Per queste ragioni non è auspicabile che il rientro in classe, laddove consentito (come al momento parrebbe nella nostra regione), si trasformi in un "verifichificio": tutt'altro, dovrebbe servire, con urgenza, a ricostruire la comunità, a recuperare i dislivelli, a chiarire gli argomenti non ben metabolizzati, e – perché no? – a riflettere sul vissuto in questo momento difficile. Purtroppo siamo anche consapevoli che la presenza a scuola degli studenti e delle studentesse resterà in bilico a causa del meccanismo delle aperture/chiusure e l’ambiente scolastico sarà comunque fortemente scandito da rigidi protocolli di sicurezza e da regole da rispettare (come già accadeva a settembre/ottobre). In ragione di tutte queste considerazioni eserciteremo il compito di valutare (come richiesto alla nostra professionalità) cercando di valorizzare ciò che i ragazzi hanno svolto e prodotto in questo periodo di lontananza dalla scuola senza penalizzare nessuno: dobbiamo recuperare la scuola alla sua funzione di comunità viva, non trasformarla in una erogazione di servizi "per corrispondenza" i cui esiti vengono poi sanzionati. Gli studenti insieme ai docenti sono i protagonisti della comunità scolastica: i ragazzi devono sentire questo ed essere consapevoli che ciascuno-a di loro porterà un contributo unico nel percorso condiviso e riceverà un’accoglienza calorosa.
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