A 32 anni investe nel turismo a Trieste: «Casa condivisa con chi scopre la città» (VIDEO)

Una casa già di proprietà, un periodo di forte cambiamento personale e la volontà di trovare una nuova opportunità lavorativa. È cominciata così la storia imprenditoriale di Andrea Vona, che a soli 30anni ha scelto di investire nell'accoglienza turistica aprendo un affittacamere in piazza Garibaldi a Trieste, Home 1111.
Vona ha raccontato la propria esperienza durante il talk della Sagra de la Sardela condotto da Luca Marsi.
Una storia nata quasi per caso e diventata progressivamente una vera attività.
«È iniziato come un modo per scommettere sulla novità»
L'idea, ha raccontato Vona, è nata dalla voglia di creare qualcosa di nuovo.
«Ha iniziato un po' come un modo per scommettere sulla novità», ha spiegato.
La scelta di piazza Garibaldi non è stata priva di difficoltà.
«La zona è centrale, non ci ha aiutato tantissimo piazza Garibaldi», ha ammesso.
Allo stesso tempo, però, Vona osserva come diverse attività stiano aprendo nella zona.
Il turismo può contribuire a cambiare l'area
Secondo il giovane imprenditore proprio queste nuove aperture potrebbero rappresentare un'occasione.
La crescita delle attività ricettive e l'arrivo dei turisti potrebbero portare «una ventata di novità» e contribuire, nella sua visione, a una progressiva riqualificazione dell'area.
Un processo nel quale il turismo non viene visto soltanto come fonte di presenze e pernottamenti, ma anche come possibile strumento di trasformazione urbana.
Un momento di cambiamento personale
Dietro la nascita dell'attività c'è anche una storia personale.
Vona ha raccontato di aver attraversato «un periodo di grande cambiamento» nella propria vita.
Aveva bisogno di lavorare di più, ma il tempo a disposizione rimaneva naturalmente lo stesso.
Da qui la necessità di immaginare una soluzione differente.
«Avevo casa e ho pensato di condividerla»
Il punto di partenza era un immobile già di sua proprietà.
«Avevo casa, era già di mia proprietà», ha spiegato.
Da lì l'intuizione: utilizzare quello spazio per accogliere persone interessate a Trieste.
«Vediamo se riusciamo magari a condividere questo spazio con chi ha tanta voglia di viaggiare, ha voglia di scoprire questo angolo di mondo», ha raccontato.
Una scelta inizialmente fatta «un po' per scommessa».
«È andata bene e pian piano si sta allargando»
Il risultato ha però superato la fase sperimentale.
«È andata bene, quindi pian piano si sta allargando», ha raccontato Vona.
Un percorso che rappresenta anche una delle tante forme assunte dalla crescita del turismo triestino negli ultimi anni.
Accanto agli alberghi tradizionali si sviluppa infatti un'offerta extralberghiera formata da strutture più piccole e differenti tra loro.
Dietro l'accoglienza c'è un'organizzazione complessa
Durante la trasmissione è stato affrontato anche il tema del lavoro necessario per gestire una struttura.
Vona ha sottolineato come la parte più importante sia spesso quella che l'ospite non vede.
«Quello che è più importante è il lavoro che è dietro le quinte», ha spiegato.
Nel suo caso, dovendo conciliare l'affittacamere con un'altra attività professionale, si affida anche a una ditta che segue una parte consistente della gestione.
Vona continua però a occuparsi personalmente anche degli aspetti logistici.
L'obiettivo è l'esperienza dell'ospite
Tutta l'organizzazione deve convergere verso un risultato: fare in modo che la persona arrivata a Trieste possa portarsi a casa una buona esperienza.
È questo l'elemento sul quale Vona ha insistito.
Non soltanto fornire una stanza, dunque, ma essere pronti a gestire problemi, richieste e necessità.
Un lavoro che continua anche quando l'ospite non se ne accorge.
Giovani più semplici, clienti da hotel più esigenti
Vona ha inoltre descritto le differenze tra le varie tipologie di clientela.
I giovani, secondo la sua esperienza, risultano generalmente «molto più alla mano» e trascorrono gran parte del proprio tempo fuori dalla struttura.
Più articolate sono invece le richieste di chi è abituato a soggiornare in albergo.
«Sono sicuramente molto più esigenti le persone che sono state abituate a viaggiare in strutture di tipo alberghiero», ha spiegato.
Sono ospiti che richiedono maggiori attenzioni, alle quali la struttura cerca comunque di rispondere.
Una scommessa diventata impresa
Quella raccontata alla Sagra de la Sardela è dunque una piccola storia di imprenditoria giovanile triestina.
Una scelta nata da una necessità personale, trasformata in occasione professionale e legata direttamente alla crescita della città come destinazione.
Dalla casa di piazza Garibaldi alla possibilità di accogliere persone provenienti da fuori, il filo conduttore resta quello indicato dallo stesso Vona: permettere a chi viaggia di scoprire «questo angolo di mondo» chiamato Trieste.
DI SEGUITO IL VIDEO
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