“Fuori dal centro vetrina è degrado totale”: la denuncia di un triestino scuote il racconto sulla città

La segnalazione arriva da un triestino che, leggendo le recenti dichiarazioni del sindaco, esprime stupore e amarezza. La domanda è diretta e senza giri di parole: di quale città si sta parlando? Perché, secondo chi scrive, esiste una Trieste ben diversa da quella raccontata pubblicamente.
Il centro vetrina e tutto il resto
Nella denuncia viene tracciata una linea netta. Piazza Unità, la Borsa, Ponterosso. Al di fuori di queste aree, il cittadino parla apertamente di degrado diffuso. Accattoni, venditori ambulanti che non vendono nulla, sporcizia definita “allucinante” e una sensazione di abbandono che riguarda interi quartieri.
Sporcizia e manutenzione assente
Uno degli esempi più concreti riguarda via dell’Università, dove, secondo la segnalazione, da 23 giorni non passerebbe nessuno a pulire. Un dato che viene vissuto come simbolo di una città lasciata a sé stessa, lontana dalle zone più frequentate e turistiche.
Auto ovunque e controlli assenti
Altro tema centrale è quello della sosta selvaggia. Auto sugli stalli, sui marciapiedi, nelle zone pedonali. A fronte di questa situazione, viene segnalata l’assenza dei controlli: “i Vigili neanche ombra”, scrive il cittadino, sottolineando una percezione di totale mancanza di presidio.
Bagni pubblici inesistenti
La questione dei servizi igienici pubblici viene definita un problema quotidiano. Secondo la segnalazione, i bagni pubblici sarebbero praticamente inesistenti e l’unica soluzione resterebbe la cortesia dei baristi, chiamati a supplire a un servizio che dovrebbe essere garantito.
Le Rive e il caos
Anche le Rive finiscono al centro della denuncia. In particolare Piazza Venezia viene descritta come un “far west”, con macchine dappertutto e una situazione che, sempre secondo il cittadino, sfugge a ogni regola.
Sicurezza e risse, un tema lasciato sullo sfondo
La segnalazione accenna anche al tema della sicurezza, parlando di risse e problemi che vengono solo sfiorati, quasi a indicare che l’elenco delle criticità potrebbe essere ancora più lungo.
Cibo, sagre e odori
Nel mirino finiscono anche le bancarelle e le sagre in piazza Ponterosso. Il cittadino ricorda come fosse stato assicurato uno stop al cibo, mentre oggi parla di odore di cipolle per tutto il giorno. Un dettaglio che diventa simbolo di una gestione percepita come incoerente.
Una città che si spegne dopo le 7
Il quadro finale è amaro. Secondo la segnalazione, Trieste sembra ridursi a poche aree centrali e, anche lì, il degrado arriverebbe presto, già dopo le 7 di sera. Da qui la domanda finale, rivolta direttamente al sindaco: “ma dove vive?”.
L’amaro augurio
La segnalazione si chiude con un augurio di buone feste, ma accompagnato da una constatazione dolorosa: “povera Trieste”. Una frase che racchiude frustrazione, delusione e il desiderio, implicito, di essere ascoltati.
Articoli correlati
SegnalazioniVia Venzone torna sotto i ferri: «Scavano nuovamente sull’asfalto rifatto, chi coordina lavori?»
Nuove transenne e nuovi lavori in via Venzone a Trieste riaccendono le proteste sulla gestione degli interventi stradali. A sollevare il caso è Sergio Lorenzutti , che ripercorre quanto accaduto negli ultimi due anni e mette nel mirino quel
SegnalazioniEvasione fiscale, affondo di un triestino: «Che cosa deve fare popolo italiano per smuovere situazione?»
Il dibattito sul debito pubblico italiano non può, secondo Sergio Lorenzutti, prescindere da quello sull'evasione fiscale. In un nuovo intervento, Lorenzutti mette al centro quella che considera una contraddizione: da una parte l'allarme pe
SegnalazioniTrieste, chi ha perso il suo “brum brum”? Una piccola fuoristrada aspetta il proprietario
Un parcheggio decisamente particolare questa mattina a Trieste. Niente SUV, utilitarie o motorini: all’ingresso principale del comprensorio ATER di via d’Alviano, davanti ai Vigili del Fuoco, qualcuno ha lasciato una minuscola fuoristrada r
SegnalazioniMuseo della Civiltà Istriana, un triestino solleva il caso: «Ma quando mai si può parlare di civiltà?»
Una contestazione che parte da una parola, “civiltà” , e arriva fino al progetto di un nuovo spazio museale al Magazzino 26 . È la riflessione inviata da Sergio Lorenzutti , cittadino triestino, che mette in discussione l'utilizzo dell'espr

