Facebook annuncia WhatsApp Pay: il primo paese a testarlo il Brasile
È di un paio di giorni fa la comunicazione da parte di Facebook dell'arrivo del servizio di pagamento digitale di WhatsApp. I rumor circolano da mesi, ma a gennaio Zuckenberg in persona aveva confermato le voci.
Il servizio parte dall'idea di rendere la nota app di messaggistica un sistema di pagamento vero e proprio, espandendosi in due direzioni: la prima punta all'e-commerce permettendo il pagamento tra privato ed aziende, la seconda permette scambi di denaro tra privati, il tutto senza mai uscire dall'app.
Zuckenberg annuncia con un post Facebook che il Brasile sarà il primo paese nel quale verrà introdotta la nuova funzione, ma non temete «stiamo estendendo ampiamente i pagamenti via WhatsApp. Ne arriveranno presto altri!», scrive.
Il blog ufficiale di WhatsApp spiega che l'obiettivo di «rendere semplici i pagamenti può aiutare a portare più aziende nell'economia digitale, aprendo nuove opportunità di crescita. Inoltre, stiamo rendendo l'invio di denaro ai propri cari facile come l'invio di un messaggio. Poiché i pagamenti su WhatsApp sono abilitati da Facebook Pay, in futuro vogliamo rendere possibile alle persone e alle aziende di utilizzare le stesse informazioni di pagamento in tutta la famiglia di applicazioni di Facebook».
L'introduzione di un simile sistema fa intuire che l'app si voglia pian piano allineare a WeChat, l'app di messaggistica cinese che si è trasformata in piattaforma per il business, ma che offre anche servizi al cittadino: da WeChat, difatti, è possibile pagare al ristorante, acquistare biglietti per il trasporto pubblico, pagare multe, bollette e molto altro.
Nella nota l'azienda fa cenno alla sicurezza dell'utente, che non viene sottovalutata: «Abbiamo costruito questo servizio di pagamento pensando alla sicurezza e per evitare transazioni non autorizzate sarà necessario uno speciale PIN a sei cifre o un'impronta digitale» oppure, se il telefono lo consente, del face ID.
Il servizio di scambio di denaro non avrà costo per l'utente, le aziede invece dovranno pagare una commissione per usufruirne.
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