giovedì 27 agosto 2026
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Segnalazioni

Croazia, violenze e abusi sui migranti

Luca Marsi·
Violenze fisiche e confisca dei beni, il tutto con lo scopo da parte delle autorità croate di dissuadere i migranti dal compiere ulteriori tentativi di entrare nel Paese.
Queste le pesanti accuse da parte di Amnesty International, con le testimonianze di centinaia di migranti che sono stati sottoposti a indicibili violenze prima di esser respinti in Bosnia Erzegovina. 
 
Finora il Ministero degli Interni croato ha respinto le accuse, rifiutando di svolgere indagini indipendenti e ritenendo i suoi ufficiali non responsabili.
Il mancato rispetto dei diritti civili da parte della Croazia, nonché il mancato intervento della Commissione europea, secondo Amnesty International, è una grave violazione dei diritti umani.
 
La Croazia beneficia di quasi 7 milioni di euro di assistenza dall'UE per la sicurezza delle frontiere, la maggior parte delle quali è spesa in infrastrutture, equipaggiamento della polizia e persino per i salari degli agenti. 
Inoltre, la Commissione Ue stanzia circa 300.000 euro per il monitoraggio legale, ossia perché vengano rispettate tutte le norme riguardanti i diritti civili delle persone che varcano il confine e/o chiedono asilo. 
 
 
L’organizzazione internazionale confida che la Commissione condanni questi atti brutali e che intraprenda un'indagine indipendente per appurare i fatti e prenda dei provvedimenti. 
Nel corso del 2019 la Croazia ha letteralmente deportato in Bosnia Erzegovina oltre 7000 persone. 
Nei primi mesi del 2020 dopo una tregua dovuta alla crisi epidemiologica, ad aprile, sono stati segnalati 1600 respingimenti forzati.

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