«Bevete un caffè in pace, invece de far ciacole inutili!» L'appello di una triestina dal bar di Miramare

Una voce giovane, piena di passione e spirito triestino, si leva dal cuore del parco di Miramare, tra caffè serviti con gentilezza e sguardi che a volte – anziché godersi il panorama – si perdono nelle critiche. È quella di una giovane triestina, da poco al lavoro al bar situato nel celebre castello, che ha deciso di condividere una riflessione pubblica rivolta ai suoi concittadini.
«Dopo anni son tornada dentro al parco e xe tutto messo apposto!», scrive, con la fierezza di chi riconosce il valore di un luogo simbolo della città, riportato al suo splendore. L’occasione è quella di raccontare la sua esperienza, fatta di entusiasmo, dedizione e desiderio di offrire un servizio attento e cordiale. Ma anche di affrontare con amarezza qualche lamentela gratuita che, a suo dire, non tiene conto dell’impegno reale di chi ci lavora ogni giorno.
«Me dispiasi solo per chi non apprezza la volontà de chi lavora e ghe metti el cuor e la voia de far», confida. Parole semplici, ma vere. A muoverla è l’orgoglio di far parte di un contesto turistico importante, dove ogni caffè servito ha anche il compito di rappresentare Trieste agli occhi di chi arriva da lontano.
Il riferimento ai prezzi del bar è diretto, senza giri di parole: «Sì, magari xe diversi rispetto ai bar che xe fora, ma proprio perché xe definido un posto de turismo». E aggiunge: «Funziona cussì dappertutto, anche qua da noi», invitando a comprendere che il contesto fa la differenza, e che un luogo unico come il parco di Miramare merita anche una certa considerazione.
Il suo è un invito sincero: visitare il parco, godersi un caffè in relax, respirare aria buona e, magari, mettere da parte le polemiche sterili. Perché in tempi difficili per tutti, anche solo una pausa piacevole in un luogo incantevole può fare la differenza.
«Accogliemo ciò che gavemo», scrive. E in quelle poche parole si racchiude un messaggio che va ben oltre una tazzina di caffè: un invito a riscoprire l’amore per la propria città e il rispetto per chi, con umiltà e cuore, cerca ogni giorno di renderla più bella.
foto Aldo Budicin
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