giovedì 27 agosto 2026
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Segnalazioni

Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: "L’8 Settembre fu l’inizio della tragedia delle Foibe"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
 
"Il proclama che il capo del governo Pietro Badoglio lesse la sera dell’8 settembre 1943 annunciò non solo l’armistizio dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, ma segnò anche l’inizio dello scollamento della Venezia Giulia, di Fiume e di Zara dal resto dell’Italia. In queste province del confine orientale, infatti, del vuoto di potere che si generò in seguito al collasso politico, militare ed istituzionale del Regno d’Italia ne approfittò il movimento partigiano comunista jugoslavo, che nei mesi precedenti si era irrobustito nella ex Jugoslavia sotto occupazione straniera e si era infiltrato nei confini italiani.
 
Mentre prendevano corpo i primi Comitati di Liberazione Nazionale a Trieste ed in Istria, le forze partigiane jugoslave scattarono immediatamente all’attacco, prendendo il controllo del litorale dalmata e dell’entroterra istriano, impossessandosi di armi, munizioni e vettovagliamento abbandonati dalle truppe italiane ed attuando le prime stragi nelle foibe. Un migliaio circa le vittime, tra le quali non solo ex fascisti, ma anche insegnanti, pubblici impiegati e forze dell’ordine e loro parenti, cioè rappresentanti dello Stato italiano, uno Stato che si era dissolto e che doveva sparire dalle terre che dovevano essere annesse alla nuova Jugoslavia comunista.
 
Le cerimonie istituzionali dell’8 settembre ricorderanno giustamente gli episodi di resistenza militare contro i tedeschi, l’inizio della lotta partigiana e le deportazioni dei soldati italiani allo sbando, ma nemmeno quest’anno verranno ricordate le vittime della repressione titina né le mire espansioniste della Jugoslavia comunista nei confronti di province che appartenevano all’Italia grazie ai sacrifici della Prima guerra mondiale e a secoli di presenza autoctona della lingua, cultura e tradizione italiana.
 
È appunto negli eventi dell’8 settembre 1943 che Ernesto Galli della Loggia identifica “La morte della Patria”, quella Patria in nome della quale si era compiuto il percorso risorgimentale culminato con la liberazione delle terre irredente al termine della Grande guerra e per amore della quale il popolo dell’esodo giuliano-dalmata avrebbe abbandonato le terre in cui viveva radicato da secoli."

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