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Inaugurazione anno accademico UniTs, Dipiazza si commuove: "Ragazzi, non abbiate paura di osare" (VIDEO)

redazione·
Inaugurazione anno accademico UniTs, Dipiazza si commuove: "Ragazzi, non abbiate paura di osare" (VIDEO)

Il Sindaco, Roberto Dipiazza, è intervenuto oggi alla alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi di Trieste 2026.
Questo il discorso pronunciato dal Primo cittadino:

“Magnifica Rettrice Donata Vianelli, autorità, professoresse e professori, personale dell’Ateneo, care studentesse e cari studenti, essere qui oggi, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo Anno Accademico, ha per me un significato particolare. Non è soltanto un momento importante per la nostra Università e per la città di Trieste. È anche l’occasione per condividere con voi una riflessione personale, che nasce da una vita di lavoro, di impegno e di soddisfazioni, ma anche dalla consapevolezza di quanto sia importante avere il coraggio di credere nelle proprie possibilità. Questo è, per me, un intervento diverso dagli altri. Dopo trent’anni da Sindaco, mentre si avvicina la conclusione del mio ultimo mandato, sento il desiderio di lasciare soprattutto un messaggio alle giovani generazioni. Non tanto un bilancio di ciò che è stato fatto, quanto una testimonianza di ciò che ho imparato.

Io non ho avuto la possibilità di studiare quanto avrei voluto. Ho cominciato a lavorare da giovane e la vita mi ha portato presto a confrontarmi con le responsabilità, con le difficoltà e con la necessità di costruire, giorno dopo giorno, il mio futuro. Non ho avuto il percorso universitario che molti di voi stanno vivendo, e non ho potuto approfondire tante cose sui libri come avrei desiderato. Ma ho imparato un’altra cosa: che nella vita bisogna essere disposti a impegnarsi, a sacrificarsi, a rialzarsi dopo una difficoltà e a non smettere mai di guardare avanti. Il lavoro mi ha dato moltissimo. Mi ha dato soddisfazioni personali, mi ha consentito di costruire ricchezza, di realizzare progetti e, soprattutto, di creare opportunità per tante persone. Dietro ogni attività, dietro ogni impresa, non ci sono soltanto numeri o risultati economici. Ci sono famiglie, lavoratori, competenze, speranze e futuro.

Ecco, se oggi posso dire di aver raggiunto traguardi importanti, è perché ho sempre cercato di mettere al centro l’impegno, la correttezza e la volontà di fare. Non mi sono mai considerato arrivato. Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa da costruire, un obiettivo da raggiungere, un problema da risolvere. Poi la vita mi ha portato a diventare Sindaco prima di Muggia e per quattro mandati di Trieste. Un incarico che mi ha dato l’onore e la responsabilità di amministrare la cosa pubblica per trent’anni. Un’esperienza straordinaria, che mi ha permesso di conoscere persone, affrontare sfide e lavorare per una comunità alla quale sono profondamente legato. Sapere di essere stato apprezzato da tanti cittadini, anche oltre i confini di Trieste, è una soddisfazione che porto con me. Ma la soddisfazione più grande non è un titolo, una classifica o un riconoscimento. È sapere di aver dedicato una parte importante della mia vita alla mia città e di aver cercato, con il lavoro quotidiano, di contribuire al suo sviluppo. A voi, ragazze e ragazzi, vorrei dire proprio questo: non date mai per scontato il valore del lavoro e non sottovalutate mai la forza del sacrificio. Viviamo in un tempo nel quale tutto sembra dover arrivare velocemente. Si vuole raggiungere subito un risultato, ottenere subito un riconoscimento, vedere immediatamente realizzate le proprie aspettative. Ma le cose importanti richiedono tempo. Richiedono pazienza, disciplina, capacità di affrontare gli ostacoli e, soprattutto, la disponibilità a fare fatica.

Il sacrificio non è una punizione. È spesso il prezzo della libertà di scegliere il proprio futuro. Significa dedicare tempo a ciò in cui si crede, rinunciare qualche volta a una soddisfazione immediata per costruire qualcosa di più grande e avere la forza di continuare anche quando i risultati sembrano lontani. Studiare è già una forma straordinaria di investimento su voi stessi. Non sempre vedrete subito il frutto delle ore trascorse sui libri, delle prove superate, delle difficoltà affrontate. Ma ogni conoscenza acquisita, ogni capacità sviluppata, ogni esperienza vissuta con serietà diventa un patrimonio che nessuno potrà togliervi. E qui vorrei fare una distinzione importante: non vi sto dicendo che per avere successo bisogna necessariamente seguire il mio percorso. Al contrario. Avete una possibilità che io non ho avuto nella stessa misura: quella di formarvi, di approfondire, di confrontarvi con docenti e ricercatori, di accedere a conoscenze che possono aprirvi orizzonti straordinari. Sfruttate questa opportunità. Non considerate l’Università soltanto come il luogo in cui ottenere una laurea e prepararvi a un mestiere. Consideratela come il luogo in cui imparare a ragionare, a mettere in discussione le vostre convinzioni, a conoscere persone diverse, a comprendere la complessità del mondo. La cultura e il lavoro non sono mondi contrapposti. Sono due forze che, insieme, possono fare la differenza. La preparazione vi aiuta a capire dove andare; l’impegno vi permette di arrivarci. E la capacità di mettere in pratica ciò che avete imparato può trasformare le idee in risultati concreti. Ma c’è un altro insegnamento che vorrei lasciarvi, forse quello al quale tengo di più. Non abbiate paura di osare.

Nella vita, come nel lavoro, arriva sempre il momento in cui bisogna decidere se rimanere nella propria zona di sicurezza oppure provare a fare un passo in più. È il momento in cui ci si domanda se valga la pena rischiare, se si sia davvero pronti, se non sia meglio aspettare ancora. Naturalmente bisogna essere preparati, valutare le conseguenze delle proprie scelte e assumersi le proprie responsabilità. Il coraggio non significa agire senza pensare. Ma non bisogna nemmeno aspettare di avere tutte le certezze del mondo, perché quel momento, spesso, non arriva mai. Le grandi imprese nascono quando qualcuno ha il coraggio di immaginare qualcosa che ancora non esiste e decide di provare a realizzarlo. Nascono da un’intuizione, da una convinzione, dalla capacità di guardare oltre quello che già conosciamo.

La correttezza, per me, è un valore fondamentale: essere corretti con gli altri, mantenere la parola data, rispettare il lavoro delle persone, assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Sono principi che non passano mai di moda e che, alla fine, costruiscono la fiducia. Si può anche ottenere un risultato rapido con una scorciatoia, ma è molto più difficile costruire una reputazione solida senza comportarsi con correttezza. E la reputazione, come la fiducia, si costruisce in anni di lavoro e può essere compromessa in un momento. Per questo vi dico: siate ambiziosi, ma non a scapito degli altri. Cercate il successo, ma non dimenticate mai il rispetto. Puntate in alto, ma ricordate che i risultati più importanti sono quelli che producono valore anche per la comunità in cui vivete. Il nostro Paese ha bisogno di giovani preparati, ma anche di giovani intraprendenti. Ha bisogno di ricercatori che sappiano esplorare nuove strade, di professionisti capaci di assumersi responsabilità, di imprenditori disposti a investire, di persone che sappiano trasformare le proprie competenze in opportunità di lavoro e di crescita.

Ha bisogno, soprattutto, di persone che non aspettino sempre che siano gli altri a fare il primo passo. Trieste, da questo punto di vista, ha una grande responsabilità e una grande opportunità. È una città che vive da sempre dell’incontro tra culture, popoli, idee e commerci. È una città nella quale la ricerca scientifica, l’Università, il porto e il sistema delle imprese possono dialogare e creare nuove prospettive. L’Università degli Studi di Trieste è una risorsa fondamentale per la nostra comunità. Qui si formano le competenze che serviranno ad affrontare le sfide di domani. Qui si produce conoscenza, si sviluppa ricerca e si contribuisce a rendere il nostro territorio più competitivo e capace di innovare. Per riuscirci, dobbiamo creare occasioni, sostenere la ricerca, valorizzare le imprese, favorire il dialogo tra il mondo accademico e quello produttivo. Dobbiamo avere una visione e, soprattutto, la volontà di tradurla in fatti.

È ciò che ho cercato di fare nel mio ruolo di Sindaco: lavorare, prendere decisioni, assumermi responsabilità e guardare al futuro della città. Non tutto è stato semplice, non tutto è andato come avrei voluto. Ma credo che amministrare significhi proprio questo: non limitarsi a descrivere i problemi, ma impegnarsi per trovare soluzioni. E oggi, nel momento in cui mi avvicino alla conclusione di questa lunga esperienza, sento che il messaggio più importante non riguarda il passato, ma il futuro. Perché una città non appartiene a chi la amministra in un determinato momento. Appartiene ai suoi cittadini, e soprattutto a chi la vivrà nei prossimi decenni. Quel futuro siete anche voi. Non importa da dove partite, quali siano le condizioni della vostra famiglia o quanto sia lungo il percorso che avete davanti. Ognuno di voi ha una storia diversa e incontra difficoltà diverse. Non sarebbe serio dire che basti la volontà per superare ogni ostacolo. Le opportunità devono essere reali, l’istruzione deve essere accessibile e le istituzioni devono fare la propria parte. Ma, dentro le possibilità che la vita vi offre, non rinunciate a fare la vostra.

Care studentesse e cari studenti,

oggi non sono qui per dirvi che dovete diventare Sindaci, imprenditori o persone famose. Sono qui per dirvi che dovete provare a diventare ciò che desiderate essere, senza porvi limiti prima ancora di averci provato. Io ho avuto la fortuna di vivere una vita intensa, di lavorare, di realizzare progetti e di servire la mia città per trent’anni. Porto con me la soddisfazione per i risultati raggiunti e, soprattutto, la gratitudine per le tante persone che ho incontrato lungo il cammino. Se c’è una cosa che questa esperienza mi ha insegnato, è che nessun risultato importante si costruisce da soli. Servono impegno, fiducia, collaborazione e la capacità di coinvolgere gli altri in un progetto comune. Per questo, nel mio ultimo intervento da Sindaco in una circostanza come questa, voglio lasciarvi un augurio semplice, ma sincero. Abbiate il coraggio di sognare in grande, la pazienza di prepararvi, la forza di sacrificarvi e la correttezza di non tradire mai i vostri principi. Non aspettate che il futuro arrivi. Cominciate a costruirlo.

E ricordate sempre che le grandi imprese non sono riservate a chi è nato con tutte le risposte. Spesso cominciano con una persona che ha un’idea, lavora duramente per realizzarla e trova il coraggio di fare il primo passo. Quel primo passo, adesso, tocca a voi. Vi auguro un Anno Accademico ricco di conoscenza, di incontri, di soddisfazioni e di opportunità. Ma, soprattutto, vi auguro di avere il coraggio di credere in voi stessi e la determinazione necessaria per trasformare le vostre aspirazioni in realtà. Perché il futuro di Trieste, il futuro dell’Italia e il futuro di questo Paese sono nelle vostre mani. Buon anno accademico a tutti voi e buon lavoro”.

COMTS


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