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Cronaca

Trieste, il corteo raggiunge piazza Libertà tra bandiere e cartelli. Gli organizzatori: «Siamo 10 mila»

Martina Lucia Marsi·
Trieste, il corteo raggiunge piazza Libertà tra bandiere e cartelli. Gli organizzatori: «Siamo 10 mila»

Un corteo caratterizzato dalla numerosa presenza di studenti, giovani e giovanissimi ha attraversato questa mattina Trieste, dalla rampa del Varco 4 del porto fino a piazza Libertà. La manifestazione di venerdì 30 ottobre, inserita nello sciopero generale proclamato da USB, ha portato nelle strade cittadine rivendicazioni su salari, pensioni, scuola, carovita e opposizione alla guerra. «Siamo 10 mila», hanno annunciato gli organizzatori, indicando la propria stima della partecipazione.

L’arrivo in piazza Libertà ha segnato il raggiungimento del punto finale della marcia. Nella zona era presente un presidio delle forze dell’ordine, con agenti muniti di scudi schierati anche davanti alla stazione di Trieste Centrale e mezzi nelle immediate vicinanze.

Il ritrovo al Varco 4 e la partenza dopo le 10

La mattinata è cominciata con il concentramento sulla rampa del Varco 4 del porto, dove i partecipanti si sono raccolti tra bandiere USB, striscioni e bandiere arcobaleno, con le gru e i container dello scalo sullo sfondo.

Alle 10 i manifestanti erano ancora riuniti nel punto di ritrovo. La partenza è avvenuta successivamente, con la prima fila affiancata e diversi partecipanti vestiti con indumenti arancioni ad alta visibilità. Le grandi bandiere rosse e gialle dell’Unione Sindacale di Base hanno accompagnato l’avvio della marcia verso le strade cittadine.

In Campi Elisi lo striscione: «Indisponibili a pagare per le vostre guerre»

Il passaggio in Campi Elisi ha mostrato una delle immagini più riconoscibili della giornata: il grande striscione bianco con la scritta «Indisponibili a pagare per le vostre guerre».

Un messaggio che ha portato in primo piano l’opposizione alla guerra, affiancandola alle richieste economiche e sociali della mobilitazione. In un altro tratto del corteo è comparso lo slogan «Contro guerra e carovita, organizzati si vince», tra bandiere palestinesi e bandiere rosse con simboli comunisti.

Nella zona di Campi Elisi sono stati fotografati anche alcuni locali con le serrande abbassate, nei pressi della partenza e lungo il percorso. Le ragioni delle chiusure non sono state accertate e non possono essere attribuite al passaggio della manifestazione.

La presenza degli studenti e i messaggi sulla scuola

A caratterizzare il corteo è stata soprattutto la numerosa partecipazione di ragazze e ragazzi delle scuole, con cartelli realizzati a mano, scritte colorate e messaggi dedicati alle prospettive delle nuove generazioni.

«Crollano i soffitti ma non la nostra voglia di lottare», recitava uno dei cartelli fotografati durante la marcia. Una frase che ha richiamato il tema delle condizioni degli edifici scolastici, accompagnandolo alla volontà degli studenti di partecipare alla protesta.

Su un altro cartone si leggeva «Il nostro futuro costa troppo». Scuola e futuro hanno così trovato spazio accanto alle rivendicazioni del mondo del lavoro, all’interno di una manifestazione nella quale giovani e giovanissimi hanno avuto una presenza ben visibile.

Pace, stipendi e ironia sui cartelloni

«No alla guerra» e «L’Italia vuole la pace!!» sono altri messaggi mostrati dai partecipanti, insieme ai simboli della pace. Sul versante economico, un cartello chiedeva «Basta carovita, alzate ’sti stipendi».

Non sono mancati i riferimenti satirici alla politica. Un cartellone proponeva il dialogo «Presidente la gente protesta…», seguito dalla risposta «Dategli le targhe personalizzate».

Le fotografie raccolte lungo il percorso hanno restituito questa varietà di linguaggi: richieste dirette, preoccupazioni per il domani e battute polemiche hanno accompagnato la marcia tra le bandiere e gli striscioni.

I fumogeni durante il passaggio in galleria

Durante l’attraversamento in galleria sono stati documentati fumogeni e fumo diffuso nel tunnel, mentre i manifestanti acceleravano il passo.

Il video di quella fase ha mostrato la prima fila con le bandiere USB e i partecipanti con gilet ad alta visibilità, mentre il fumo rendeva meno nitida la parte del corteo alle loro spalle. La manifestazione ha quindi proseguito il proprio cammino verso il centro cittadino.

Da piazza Oberdan all’arrivo in piazza Libertà

Nella parte finale della mattinata il corteo è stato documentato in piazza Oberdan, prima di raggiungere piazza Libertà, destinazione annunciata della marcia.

Le immagini dell’ingresso nella piazza hanno mostrato la prima fila, il mezzo con gli altoparlanti e gli altri partecipanti in arrivo. Davanti alla stazione Centrale, la fotografia successiva ha documentato lo schieramento degli agenti con gli scudi lungo il marciapiede e la presenza di mezzi delle forze dell’ordine.

Gli organizzatori: «Siamo 10 mila»

Nella fase finale della manifestazione gli organizzatori hanno annunciato: «Siamo 10 mila». La cifra è dunque la stima espressa dagli organizzatori, non un conteggio indipendente.

La partecipazione giovanile resta uno degli elementi centrali del racconto della giornata: dalle prime immagini in Campi Elisi fino all’arrivo, studenti e giovanissimi hanno portato nel corteo richieste su istruzione, pace e possibilità di costruire il proprio futuro.

Le rivendicazioni alla base dello sciopero

USB ha proclamato lo sciopero generale per le categorie del lavoro pubblico e privato chiedendo aumenti di salari e pensioni, interventi contro il carovita e misure sui costi dell’energia, degli affitti e dei mutui.

Il sindacato collega queste richieste all’opposizione alle politiche di riarmo del Governo Meloni e sollecita una spesa pubblica maggiormente indirizzata ai servizi sociali.

Alla giornata si è affiancata anche la mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali: secondo i dati diffusi da USB, l’iniziativa coinvolge oltre cento porti in diciassette Paesi.

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