Trasporti, Bullian (Pat-Civ): caso doppia partecipazione comuni in TPL

"La questione delle doppie partecipazioni societarie dei Comuni nelle aziende del trasporto pubblico locale (Tpl) resta ancora aperta e riguarda quasi tutti i Comuni della nostra regione". Lo dichiara in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"La risposta fornita dall'assessore regionale a Infrastrutture e Territorio alla mia interrogazione, discussa recentemente in IV Commissione, non offre una soluzione - fa sapere ancora Bullian -, anche se può apparire parzialmente comprensibile per la delicatezza della questione, da una parte per il ruolo della Regione come appaltante del servizio del Tpl, dall'altra per la competenza diretta dei Comuni in materia".
"La vicenda riguarda le quote societarie, alle volte residuali, di cui i Comuni sono entrati in possesso in seguito alla dismissione delle Provincie, che detenevano partecipazioni in più aziende del Tpl. Il quadro normativo - dettaglia il consigliere - è delineato dal decreto legislativo 175/2016, in particolare dall'articolo 20, che impone agli enti locali l'obbligo di una revisione periodica delle partecipazioni detenute e, in presenza di specifici presupposti, la loro razionalizzazione. Tra questi, il principio secondo cui uno stesso ente non può detenere partecipazioni in più società che svolgono la medesima funzione ed è questo il caso che si verifica per la gran parte degli enti locali della Regione Fvg: detengono quote di due aziende del Tpl e ciò non sarebbe possibile nel rispetto del provvedimento citato. Tuttavia, specie gli enti medio-piccoli, anche qualora avessero la volontà politico amministrativa di affrontare il percorso di razionalizzazione, faticano da soli a districarsi nella procedura di dismissione di una partecipazione".
"Ho dovuto affrontare questa situazione da sindaco di Turriaco, dove il servizio di Tpl è garantito da Apt (di cui siamo soci), ma allo stesso tempo il Comune deteneva quote irrisorie (0,02%) anche in Arriva Udine (ex Saf), che nemmeno gestiva servizi e fermate sul nostro territorio e dunque era piuttosto complesso considerare una partecipazione funzionale e strategica per l'ente. Da questi ragionamenti siamo partiti per arrivare alla dismissione completa delle quote - rammenta ancora Bullian -, che ci sono state liquidate dalla società stessa che le ha acquisite di buon grado, dal momento che l'operazione gli diminuiva l'estrema frammentazione della proprietà".
"La mia interrogazione voleva indagare sulla possibilità, da parte della Regione, di fornire delle linee guida o, comunque, un supporto tecnico-amministrativo allo svolgimento delle procedure per la cessione delle partecipazioni 'in eccesso' degli enti locali, vista la complessità del processo di dismissione. Sono consapevole dei limiti entro i quali la Regione può muoversi, anche in ragione del fatto che è la Regione stessa ad affidare il servizio di trasporto pubblico. Tuttavia, ritengo necessario proseguire il confronto per individuare strumenti di supporto che consentano ai Comuni di operare all'interno della cornice normativa, che allo stato attuale invece mi pare davvero poco rispettata. Da qui un appello anche a sindaci - conclude -, responsabili dei servizi finanziari e revisori dei conti, dal momento che la vendita delle quote, oltre a far rispettare la norma, produce anche un'entrata per l'ente".
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