Sostegno all'economia, Bini: "7 milioni iniziali per l'artigianato, pronti ad aumentare i fondi"

"Con questa delibera definiamo per il 2026 le direttive previste dalla legge regionale per la gestione degli incentivi a favore dell'artigianato, mettendo a disposizione la dotazione iniziale di 7 milioni di euro e indicando risorse, criteri, canali contributivi e modalità operative affidate alla società 'Cata Artigianato Friuli Venezia Giulia', con l'introduzione di una nuova linea dedicata all'artigianato tipico alla quale viene riservata una quota di partenza pari a 300.000 euro". Sono le parole dell'assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, che oggi ha portato all'attenzione della Giunta regionale la proposta di deliberazione con cui vengono impartite le direttive a Cata per l'esercizio, nell'anno 2026, delle funzioni amministrative delegate ai sensi della legge regionale 12/2002. Il provvedimento è stato approvato dall'Esecutivo.
Per il 2026 il Fondo Cata dispone complessivamente di 7 milioni di euro, dei quali 2.487.122 euro sono destinati alla copertura di tutte le domande ammissibili a contributo presentate nel 2025, in aggiunta ai 12,3 milioni di euro già stanziati. La restante dotazione, pari a 4.512.877 euro, viene ripartita tra i canali contributivi attivati per l'anno in corso. "Si tratta - ha specificato Bini - della dotazione iniziale destinata al comparto artigiano con l'ultima manovra di stabilità e che potrà successivamente essere aumentata in base alle richieste di contributo pervenute. In media, nell'ultimo triennio, la Regione ha destinato oltre 12 milioni di euro all'anno per finanziare i canali Cata. Dall'insediamento della Giunta Fedriga le risorse per il settore sono triplicate, a testimonianza della centralità che riveste nell'azione regionale di sostegno all'economia".
Le direttive individuano otto canali contributivi da finanziare nel 2026, che riguardano gli incentivi alle imprese artigiane di nuova costituzione, i finanziamenti a favore dell'artigianato artistico, tradizionale e dell'abbigliamento su misura, gli interventi per l'ammodernamento tecnologico, gli incentivi per l'analisi di fattibilità e la consulenza economico-finanziaria per nuove iniziative economiche, il sostegno alla partecipazione a mostre, fiere, esposizioni e manifestazioni commerciali nazionali ed estere, gli incentivi per la diffusione e la
promozione del commercio elettronico, i contributi alle imprese artigiane di piccolissime dimensioni, nonché una nuova linea contributiva dedicata all'artigianato tipico, introdotta a partire dal 2026, alla quale viene riservata una quota forfettaria di 300.000 euro. "Con l'introduzione della nuova linea dedicata all'artigianato tipico riconosciamo il valore economico e culturale delle produzioni che esprimono l'identità dei territori, sostenendo imprese che mantengono vive competenze, tradizioni e saperi locali" ha sottolineato Bini, rimarcando anche il valore sociale delle attività artigiane "che specialmente nei piccoli paesi si pongono come presidi indispensabili di socialità".
La restante dotazione del Fondo viene ripartita tra i canali contributivi secondo il criterio storico, in proporzione agli incentivi concessi nel 2025 su base provinciale e per tipologia di intervento. Le direttive confermano inoltre i medesimi canali contributivi anche per il 2027, al fine di garantire continuità agli investimenti delle imprese artigiane.
ARC/PT/al
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