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Servizio idrico Trieste. Pellegrino (Avs): "Gara al buio, manca un piano di ambito"

redazione·
Servizio idrico Trieste. Pellegrino (Avs): "Gara al buio, manca un piano di ambito"

"Esprimo forte preoccupazione per il percorso intrapreso da Ausir in merito all'affidamento, tramite gara, del Servizio idrico integrato nel territorio triestino. A destare particolare allarme è l'inesistenza del Piano d'Ambito unico regionale, elemento indispensabile per assumere decisioni consapevoli, trasparenti e coerenti con il quadro normativo vigente". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), che prosegue: "La legge regionale stabilisce chiaramente che l'intero territorio del Friuli Venezia Giulia costituisce un unico Ambito territoriale ottimale (Ato) e che, dunque, il Piano d'Ambito si riferisce necessariamente all'intero territorio regionale. Tuttavia, a quasi dieci anni dall'approvazione di tale norma, Ausir non vi ha ancora dato concreta attuazione". "Consultando il sito istituzionale dell'ente - evidenzia Pellegrino - emerge come la programmazione continui a basarsi sui vecchi ambiti provinciali, dove il Piano d'Ambito unico regionale è inesistente, mentre i Piani provinciali risultano fermi da anni, in aperta violazione alla normativa regionale vigente, che risulta già una mediazione rispetto a quanto, come forza politica, abbiamo portato avanti seguendo l'esito referendario del 2011".

La consigliere, che è anche vicepresidente della Commissione Ambiente, sottolinea che "Il caso di Trieste è emblematico. Il documento, pubblicato solo parzialmente, risale addirittura al 2010 ed è ormai del tutto obsoleto, oltre che inadeguato a rappresentare l'attuale situazione infrastrutturale, ambientale ed economica del territorio". "Questa paralisi - incalza l'esponente rossoverde - solleva rilevanti interrogativi sulla legittimità amministrativa della futura concessione. La normativa vigente, infatti, non consente né di scegliere il modello di gestione (gara/in house/società mista), né di affidare il servizio idrico senza un Piano d'ambito o in presenza di un Piano non aggiornato. La mancata transizione verso lo strumento unico regionale ha precluso inoltre l'adozione di una visione unitaria del servizio fondata su economie di scala e solidarietà territoriale, limitando la possibilità di esplorare modelli gestionali alternativi, tra cui l'affidamento in house a livello regionale".

"In questo contesto - secondo Pellegrino - anche la recente delibera con cui il consiglio di amministrazione di Ausir ha scelto il modello della gara rischia di presentare profili di illegittimità, apparendo come una decisione assunta al buio, priva di un adeguato supporto istruttorio che chiarisca il rapporto tra la scelta della gara, il programma degli investimenti e la sostenibilità economico-finanziaria. In sostanza - rincara la consigliera di opposizione - si sta rovesciando il metodo. Prima si decide il modello, poi si proverà a costruire un Piano per giustificarlo. È così che si svuota la programmazione pubblica e si marginalizza il ruolo delle istituzioni". "L'articolo 149-bis del Codice dell'Ambiente - puntualizza la consigliera Avs) definisce con chiarezza la sequenza degli atti, ovvero non si può decidere come gestire un servizio pubblico prima di aver definito con precisione cosa deve essere gestito, quali investimenti siano necessari e con quali risorse finanziarie". "Per queste ragioni - conclude Pellegrino - depositerò un'interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di chiarire le cause del ritardo nell'adozione del Piano d'Ambito, valutare la legittimità della scelta di procedere alla gara in assenza di una base programmatoria aggiornata e che vengano indicati quali interventi si intendano adottare per ristabilire condizioni di trasparenza e di correttezza".

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