Rosolen: “IA deve valorizzare lavoro umano non sostituirlo“

“Intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione già in atto che non può essere subita né considerata un evento improvviso. Su questo tema si è arrivati in ritardo e oggi la sfida è governarne gli effetti affinché non sostituisca il lavoro dell’uomo, ma ne valorizzi competenze e professionalità. La priorità riguarda soprattutto i giovani, che rischiano più di altri di vedere compromesso l’accesso al mercato del lavoro e l’apprendimento di mestieri e competenze che stanno rapidamente cambiando o addirittura scomparendo”.
Lo ha affermato l’assessore regionale al Lavoro e formazione, Alessia Rosolen, intervenendo oggi alla tavola rotonda “Intelligenza artificiale e mondo del lavoro: rischi e opportunità”, nell’ambito del convegno organizzati dalla Fim Cisl Fvg a Fiume Veneto. All’incontro hanno partecipato anche Marco Dotti, professore dell’Università di Pavia, Dino Ferragotto, componente della Commissione Innovazione di Confindustria Udine, Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl, e Alberto Monticco, segretario generale della Cisl Friuli Venezia Giulia.
Secondo Rosolen, l’intelligenza artificiale modificherà profondamente le competenze richieste ai lavoratori, richiedendo il rafforzamento del valore delle capacità di analisi, verifica e utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. “Per questo - ha aggiunto Rosolen - la formazione continua assume un ruolo ancora più strategico, in particolare per i giovani che si affacciano al mercato del lavoro, chiamati a confrontarsi con una trasformazione che rischia di cancellare professionalità fondamentali per il sistema produttivo”.
“L’obiettivo - ha sottolineato l’assessore - deve essere quello di costruire una forte alleanza tra parti datoriali, organizzazioni sindacali e istituzioni per accompagnare i piani industriali delle imprese con un programma di assunzioni e di crescita professionale rivolto, in particolare, ai giovani e alle donne, due risorse indispensabili per la competitività del nostro sistema economico. L’innovazione tecnologica deve servire a sostituire le mansioni più ripetitive e alienanti, liberando spazio per occupazioni ad alto valore aggiunto e ad elevata specializzazione, capaci anche di trattenere in Friuli Venezia Giulia i nostri giovani laureati che altrimenti scelgono altre strade”.
Rosolen ha, infine, richiamato anche il tema demografico, evidenziando come non possa essere affrontato esclusivamente sotto il profilo della carenza di manodopera. “Accanto alle politiche per l’occupazione - ha ribadito l’assessore - è necessario investire e valorizzare le competenze e le opportunità offerte ai giovani. Il rischio più concreto è che, senza un adeguato investimento nella formazione e nella crescita professionale, l’intelligenza artificiale renda ancora più difficile il loro ingresso nel mondo del lavoro, indebolendo quel patrimonio di competenze specialistiche, di mestieri e di profili professionali di cui il nostro sistema manifatturiero ha decisamente bisogno per continuare a crescere”.
ARC/LIS/al
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