Salute: Riccardi, "caregiver centrali nel nostro sistema di welfare"

"Riconoscere e sostenere i caregiver significa rafforzare una componente fondamentale del nostro sistema di welfare. Il Friuli Venezia Giulia ha scelto di farlo in modo concreto, dotandosi già nel 2023 di una legge dedicata e costruendo negli anni un sistema sempre più strutturato, che mette insieme risorse, servizi, formazione, sollievo, domiciliarità e collaborazione con il Terzo settore". Lo afferma l'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi in occasione del Caregiver Day, in programma oggi in regione, sottolineando l'impegno del Friuli Venezia Giulia a favore delle persone che quotidianamente assistono familiari non autosufficienti. "Con la legge regionale 8 del 24 febbraio 2023 - evidenzia Riccardi - abbiamo riconosciuto formalmente il valore sociale del lavoro di cura e il ruolo del caregiver quale parte integrante della rete dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari. A questo riconoscimento abbiamo affiancato strumenti e finanziamenti capaci di tradurre i principi in risposte concrete". Tra gli interventi messi in campo figura il Piano triennale per il caregiver 2024-2026, che prevede circa 1,5 milioni di euro per attività di formazione, informazione, comunicazione e valorizzazione delle competenze. Nel biennio 2024-2025 sono stati finanziati 24 progetti realizzati da Enti del Terzo settore e Comuni per complessivi 133mila euro, mentre per il 2026 sono stati stanziati 140mila euro.
L'azione regionale si inserisce nella più ampia strategia di rafforzamento della domiciliarità. Dal 2019 il Friuli Venezia Giulia sostiene sperimentazioni di abitare inclusivo e domiciliarità comunitaria, attraverso percorsi che coinvolgono Aziende sanitarie, Servizi sociali dei Comuni ed Enti del Terzo settore con l'obiettivo di favorire la permanenza delle persone non autosufficienti nel proprio contesto di vita e sostenere le famiglie che se ne prendono cura. Particolare attenzione è riservata alla coprogettazione, affinché chi vive quotidianamente situazioni di fragilità possa contribuire alla definizione delle risposte. Un approccio che trova spazio anche nelle Case della Comunità, quali luoghi di integrazione tra servizi sanitari e sociali e di collaborazione con associazioni, famiglie e comunità locali.
Nel 2025 e 2026 parte delle risorse del Piano triennale per i caregiver è stata destinata a percorsi di coprogettazione con il Terzo settore, finalizzati a intercettare precocemente i bisogni e costruire reti di prossimità capaci di accompagnare le persone e condividere con le famiglie il carico della cura. "Vogliamo consentire alle persone non autosufficienti di rimanere quanto più possibile nel proprio contesto di vita - spiega Riccardi - e, nello stesso tempo, evitare che la famiglia resti sola di fronte al peso dell'assistenza".
Particolare attenzione è rivolta anche agli interventi di sollievo. Per il 2024 le risorse nazionali assegnate al Friuli Venezia Giulia nell'ambito dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali sono state pari a circa 1,3 milioni di euro. Significativo anche l'incremento del Fondo per l'Autonomia Possibile: il finanziamento regionale è passato dai 35,8 milioni di euro del 2022 ai 53,3 milioni del 2026, con una crescita di 17,5 milioni, pari a quasi il 49 per cento. Se si include anche il finanziamento nazionale, lo stanziamento complessivo per il FAP è passato dai 51,4 milioni di euro del 2022 ai 70,8 milioni del 2026, con un incremento di 19,4 milioni di euro. Nell'ambito del FAP, anche l'Assegno per l'Autonomia Possibile (APA) contribuisce a sostenere la rete familiare che assiste la persona non autosufficiente. La quota dell'assegno non soggetta a rendicontazione costituisce, infatti, una forma di sostegno che può concorrere concretamente a fronteggiare il carico complessivo che ricade sulla famiglia e, quindi, anche sul caregiver.
"La scadenza del Piano 2024-2026 - conclude Riccardi - sarà l'occasione per avviare una nuova fase della programmazione, valorizzando quanto realizzato e individuando, insieme ai territori, ai servizi, alle associazioni e agli stessi caregiver, le priorità dei prossimi anni. La cura non può essere considerata soltanto una responsabilità privata della famiglia, ma deve diventare sempre più una responsabilità condivisa tra istituzioni, servizi e comunità".
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