Legge Omnibus. Consiglio Fvg approva a maggioranza Capo I su norme finanziarie
Via libera a maggioranza, in Consiglio regionale, ai primi quattro articoli del ddl 79, la cosiddetta legge Omnibus. Il Capo I del provvedimento reca disposizioni in materia di finanze e Programma operativo regionale cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr). Le norme sono state approvate dai consiglieri di Centrodestra, mentre le Opposizioni hanno scelto prevalentemente l'astensione, esprimendo in alcuni casi voto contrario. Nel dettaglio, le modifiche dispongono l'abrogazione di una norma del 2012 ormai superata dal Testo unico nazionale sulle società partecipate. Viene introdotta una maggiore flessibilità nell'utilizzo delle economie di gara nell'ambito dei progetti finanziati dal Fesr, prevedendo una valutazione preventiva di conformità per garantirne un impiego corretto e ridurre il rischio di rettifiche finanziarie. Viene consentita l'emanazione di un nuovo avviso pubblico per finanziare ulteriori interventi coerenti con le priorità emerse dal partenariato territoriale, anche alla luce della revisione di metà percorso del Programma regionale 2021-27, mantenendo la gestione dei procedimenti in capo all'Amministrazione regionale. Infine viene ampliata la possibilità per gli enti attuatori di realizzare i progetti attraverso la delegazione amministrativa intersoggettiva, estendendo la platea dei soggetti pubblici qualificati cui potranno essere affidati gli interventi. Massimo Moretuzzo (Patto-Civica) è intervenuto osservando che "l'emendamento di Giunta all'articolo 3, relativo ai beneficiari, amplia il perimetro degli interventi dalle iniziative di carattere sovracomunale anche a quelle dei singoli Comuni. Si rischia così di spingere i Comuni a lavorare singolarmente, anziché favorire la collaborazione tra enti. Sarebbe stato preferibile affrontare questo tema in Commissione". Nella replica, l'assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha evidenziato "la volontà di mantenere l'impostazione originaria del provvedimento, pur introducendo margini di flessibilità. L'obiettivo è definire una linea che non frammenti gli interventi, ma che consenta di superare alcuni limiti interpretativi emersi in passato".
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