Nuovi insediamenti, Comitato No Polo logistico di Porpetto "no a speculazioni edilizie"

Voce fuori dal coro, ma non del tutto, a quanto ascoltato in precedenza dai soggetti chiamati a commentare il disegno di legge 71 in IV Commissione, è stato il comitato No Polo logistico di Porpetto - Difendiamo il territorio. Non del tutto perché il suo rappresentante ha ribadito più volte che non si tratta di essere contrari alla logistica e allo sviluppo del territorio, assolutamente necessari, ma no a speculazioni edilizie oppure a decisioni contrarie alle regole stabilite dalla comunità locale e sì a sviluppare e a dare energia ai poli già esistenti, sì a un controllo da parte della Regione e no a decisioni lasciate a un singolo Comune, sì al trasporto su ferro e no a deroghe alla lotta al consumo di suolo, facendo riferimento a quanto previsto dalla lettera b) dell'articolo 3 del ddl 71 dove parla di deroghe per impianti fotovoltaici in zona agricola, limitrofa alle infrastrutture di mobilità a idrogeno, nonché ai caselli autostradali. A rinforzo delle proprie paure, il comitato ha mostrato il video realizzato da un gestore di impianti di carburante su un possibile nuovo polo logistico gomma-gomma alle porte di Porpetto, e ha poi reso noto che, su 25 Comuni della Bassa Friulana, Porpetto ha il maggior numero di uomini malati di tumore, quinto posto per le donne.
Timori e dubbi raccolti dai consiglieri, che li hanno trasferiti nelle loro domande alla Amirante, soprattutto in vista dell'esame
con relativa votazione del provvedimento che li attende non più tardi di domani mattina, a cominciare da Rosaria Capozzi (M5S),
ma anche Serena Pellegrino (Avs), Massimo Mentil con Francesco Martines e Massimiliano Pozzo (Pd), mentre Alberto Budai (Lega) apriva una riflessione sul cosa si intenda per consumo negativo di suolo e Igor Treleani (FdI) ricordava di aver lui stesso chiesto garanzie affinché i Comuni fossero coinvolti. A tutti sono arrivate rassicurazioni dall'assessora, che ha rammentato che si tratta di un provvedimento di urbanistica e programmazione, non di edilizia, mostrando apertura nel fare proprie diverse richieste avanzate nel corso delle audizioni. Invece sulla possibilità che quanto prospettato dal video messo in rete diventi realtà, ha evidenziato che la Regione Fvg impone la presentazione di un business plan, dunque di elaborati per la presentazione di un progetto che includono impatti e tornaconti per il territorio. Per gli insediamenti superiori ai tre ettari, la pianificazione avverrà in forma coordinata tra Regione e
Comuni, mentre per le superfici inferiori la competenza resterà in capo agli enti locali.
Inoltre, rispondendo alle varie domande, la titolare regionale di Infrastrutture e Territorio ha affermato che ci sono già le procedure per identificare quali siano i Comuni limitrofi da coinvolgere nelle decisioni e nelle eventuali compensazioni e perequazioni urbanistiche. Non tutti i poli potrebbero essere ampliati, ad esempio Trieste e Pordenone no perché non c'è più spazio. Non da ultimo, il sistema gomma-gomma esiste e non se ne può fare a meno, mentre si dovrebbe riflettere sul fatto che manca una legge sull'intermodalità.
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