Festival. Pellegrino (Avs): "No borders è dannoso per ecosistema Fusine"

"Il No Borders Music Festival, pur celebrando la musica e l'aggregazione, si conferma un evento ad altissimo impatto per la Conca di Fusine. La trasformazione di un'area protetta della Rete Natura 2000 in un palcoscenico per migliaia di persone confligge gravemente con la conservazione di un ecosistema alpino estremamente fragile". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della conferenza stampa svoltasi in mattinata a Udine, con le principali associazioni ambientaliste del Fvg. "Quello che emerge, e che è stato evidenziato, - prosegue Pellegrino - è che il disturbo della fauna selvatica assume toni estremamente allarmanti. L'area è habitat critico per specie protette, tra cui orsi e lupi, e ospita specie avifaunistiche le cui covate vengono minacciate dal forte inquinamento acustico causato dagli altoparlanti e da quello che risulta, non sono state fatte rilevazioni recenti da parte di Arpa Fvg".
"Concentrare - osserva la consigliera rossoverde - circa cinquemila persone ad evento in un ecosistema di estremo pregio genera un calpestio massiccio, un'alta densità di rifiuti e un disturbo generalizzato della quiete naturale. Promuovere il festival come green è in palese contraddizione con la natura stessa di un mega-evento. Come sottolineato da Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf e Mountain Wilderness, l'ambiente naturale finisce per essere subordinato a logiche di puro sfruttamento commerciale e intrattenimento". "A destare forte preoccupazione - aggiunge la consigliera regionale e vice presidente della Commissione Ambiente - sono inoltre le procedure di autorizzazione per manifestazioni così invasive, le quali sollevano pesanti dubbi su trasparenza e completezza all'interno di una Zona Speciale di Conservazione (Zsc)".
"Alla luce dell'inestimabile valore naturalistico e paesaggistico dei Laghi di Fusine, - conclude Pellegrino - si rinnova l'appello per un ripensamento radicale della manifestazione. È necessario delocalizzare i grandi concerti in aree limitrofe maggiormente antropizzate e già predisposte ad accogliere flussi turistici massicci, preservando la Conca di Fusine come santuario della biodiversità e del silenzio".
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