Energia. Callari-Scoccimarro: "Ex aree militari per rete fotovoltaica"

"Le ex aree militari dismesse possono diventare uno tassello significativo della strategia energetica del Friuli Venezia Giulia. Sono spazi già infrastrutturati, spesso dotati di cabine di media tensione e recinzioni, distribuiti in modo capillare sul territorio regionale: una base utile per sviluppare impianti fotovoltaici, rafforzare la sicurezza energetica e, al contempo, limitare il consumo di suolo agricolo". Lo hanno affermato l'assessore regionale al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, Sebastiano Callari, e l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, che ieri hanno portato all'attenzione della Giunta una comunicazione relativa all'ipotesi di utilizzo di aree ex militari per la realizzazione di una rete di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico. La comunicazione dà attuazione all'articolo 9 della legge regionale 29 dicembre 2025, n. 18, collegata alla manovra di bilancio, che autorizza l'Amministrazione regionale a concludere accordi di programma con i Comuni per l'utilizzo di beni statali dismessi trasferiti in proprietà agli enti locali.
"Il Piano energetico regionale - hanno spiegato Callari e Scoccimarro - individua nella sicurezza e nell'indipendenza energetica due obiettivi centrali. Questo percorso va nella direzione di aumentare la produzione da fonti rinnovabili, valorizzando beni pubblici oggi inutilizzati e coinvolgendo Comuni, operatori privati e comunità energetiche del territorio". La Direzione centrale Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, di concerto con la Direzione centrale Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, intende quindi procedere con una esplorazione di mercato attraverso la pubblicazione di un avviso di manifestazione d'interesse. L'obiettivo è verificare la disponibilità di uno o più soggetti privati a stipulare accordi di partenariato con la Regione per la realizzazione degli impianti. Una prima ricognizione ha individuato beni presenti in dieci Comuni, con la possibilità di arrivare fino a dodici. Il passaggio successivo sarà il coinvolgimento dei singoli enti locali proprietari delle aree, con i quali la Regione potrà siglare gli accordi di programma previsti dalla normativa. "Il valore di questa operazione - hanno concluso gli assessori - sta nella possibilità di trasformare aree rimaste senza funzione in infrastrutture al servizio della transizione energetica. Il fotovoltaico su aree già compromesse o inutilizzate consente di produrre energia pulita, rafforzare le comunità energetiche rinnovabili e tutelare il suolo agricolo, che resta una risorsa strategica per il Friuli Venezia Giulia".
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