mercoledì 19 agosto 2026
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Cronaca

Trieste, sacchetti con deiezioni lasciati sui marciapiedi: «Così si mette a rischio soprattutto anziani»

redazione·
Trieste, sacchetti con deiezioni lasciati sui marciapiedi: «Così si mette a rischio soprattutto anziani»

Ama i cani, ma chiede altrettanto rispetto per le persone e per gli spazi condivisi della città. È il senso della segnalazione arrivata da un triestino, che punta l'attenzione su un comportamento tanto semplice quanto fastidioso: le deiezioni canine non raccolte e, ancora peggio, i sacchetti pieni lasciati direttamente sui marciapiedi.

Una protesta che non vuole trasformarsi in un'accusa contro chi possiede animali, precisa immediatamente il cittadino, ma in un richiamo alla responsabilità di alcuni proprietari.

«Premetto: amo i cani»

Il punto di partenza della segnalazione è molto chiaro.

«Premetto, amo i cani», sottolinea il triestino.

Il bersaglio della protesta non sono quindi gli animali, ma quei proprietari che, secondo quanto osservato dal cittadino, non raccolgono quanto lasciato dai propri cani oppure compiono un gesto ancora più paradossale: raccolgono le deiezioni e poi abbandonano il sacchetto sulla strada.

«Tutto questo amore per i cani e poi non si rispettano le persone e il bene pubblico», osserva.

Una frase nella quale il concetto di bene pubblico assume un significato molto concreto.

«Per me il bene pubblico è la gente».

Il paradosso del sacchetto abbandonato

Il cittadino richiama l'attenzione soprattutto sul secondo comportamento.

Raccogliere le deiezioni utilizzando un sacchetto dovrebbe essere il gesto conclusivo di un comportamento responsabile.

Se però quel sacchetto viene lasciato a terra, il problema non viene eliminato.

Viene semplicemente trasformato.

«Parlo dei padroni che non raccolgono le deiezioni e, ancora peggio, buttano sui marciapiedi i sacchetti con le deiezioni dentro», denuncia.

Una scena che, secondo il triestino, rappresenta non soltanto una mancanza di rispetto per il decoro urbano, ma anche un potenziale pericolo.

«Non è soltanto sporco, si rischia di cadere»

È proprio questo l'aspetto sul quale la segnalazione insiste maggiormente.

«A parte sporcare, alla faccia del decoro, è più pericoloso che pestare una vera», scrive il cittadino riferendosi a una deiezione lasciata direttamente sul terreno.

Il sacchetto, infatti, può diventare un ostacolo o una superficie scivolosa sotto le scarpe di chi cammina senza accorgersene.

«Si rischia di cadere. Soprattutto gli anziani».

Una considerazione che sposta il problema dalla semplice pulizia della città alla sicurezza di chi utilizza quotidianamente i marciapiedi.

Il pensiero va soprattutto agli anziani

Per una persona giovane e agile, inciampare o scivolare può risolversi con un semplice spavento.

Per un anziano, sottolinea implicitamente la segnalazione, le conseguenze possono essere molto diverse.

È per questo che il triestino invita a considerare il marciapiede non come uno spazio anonimo, ma come un luogo utilizzato ogni giorno da persone con capacità motorie differenti.

Anziani, bambini, persone con difficoltà di movimento e cittadini che utilizzano ausili devono poter camminare senza trovarsi davanti ostacoli evitabili.

«Il bene pubblico è la gente»

È forse questa la frase più significativa della segnalazione.

Quando si parla di bene pubblico si pensa spesso agli edifici, alle strade, ai monumenti o agli arredi urbani.

Il cittadino propone invece una lettura differente.

Proteggere il bene pubblico significa prima di tutto rispettare chi condivide quello spazio.

Da questo punto di vista, gettare un sacchetto sul marciapiede non rappresenta soltanto un comportamento poco decoroso.

Significa lasciare volontariamente un rifiuto nel percorso di qualcun altro.

Amare gli animali e rispettare gli altri non sono due cose incompatibili

Il messaggio finale è diretto proprio a chi possiede un cane.

«Amate pure i cani, ma rispettando anche le persone».

Un richiamo semplice che cerca di superare una contrapposizione spesso inutile.

Da una parte la tutela e l'affetto verso gli animali, dall'altra il rispetto della città e degli altri cittadini.

Le due cose, sottolinea il triestino, dovrebbero procedere insieme.

Avere cura del proprio animale significa anche assumersi tutte le responsabilità legate alla sua presenza negli spazi pubblici.

Un piccolo gesto che racconta molto del senso civico

Raccogliere una deiezione e gettare correttamente il sacchetto richiede pochi istanti.

Proprio per questo, quando il sacchetto viene abbandonato sul marciapiede, il gesto appare ancora più difficile da comprendere.

La segnalazione non chiede interventi straordinari né grandi trasformazioni urbane.

Chiede semplicemente attenzione.

Attenzione verso il quartiere, verso chi passerà qualche minuto dopo e soprattutto verso le persone più fragili.

Una questione di convivenza quotidiana

Il rapporto tra cani, proprietari e spazi pubblici è uno dei tanti piccoli equilibri sui quali si misura la qualità della vita di una città.

La stragrande maggioranza dei proprietari raccoglie e smaltisce correttamente le deiezioni dei propri animali.

Sono però sufficienti pochi comportamenti irresponsabili per lasciare una strada sporca e alimentare tensioni tra cittadini.

Ed è proprio contro questa generalizzazione che la segnalazione prova implicitamente a mettere in guardia: il problema non sono i cani, ma il comportamento delle persone.

L'appello: «Rispettiamo anche chi cammina accanto a noi»

Alla fine, il messaggio del triestino può essere riassunto in una richiesta elementare.

Voler bene al proprio cane non significa dimenticare tutto ciò che esiste attorno.

Significa anche raccogliere, smaltire correttamente e lasciare il marciapiede nelle stesse condizioni in cui si vorrebbe trovarlo.

Perché il decoro conta, ma ancora prima viene la sicurezza.

E perché, come ricorda il cittadino, il vero bene pubblico sono anche le persone che ogni giorno percorrono quelle strade.

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