Electrolux. Rosolen-Bini: "Incontro interlocutorio, ora servono impegni"

"La riunione odierna del tavolo Electrolux al ministero delle Imprese e del Made in Italy non può che essere definita interlocutoria. A fronte di un prospettato innalzamento dei volumi subordinato al sostegno nazionale ed europeo, la multinazionale continua a non aver ritirato il piano, non esclude una ristrutturazione finalizzata alla vendita e parla espressamente di delocalizzazioni. Inoltre, non prospetta una riduzione delle eccedenze tra gli operai, non fornisce elementi certi sui prospettati esuberi tra il personale impiegatizio e non chiarisce come sarà riorganizzata la fondamentale attività di ricerca e sviluppo". Lo hanno dichiarato gli assessori regionali al Lavoro, Alessia Rosolen, e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, che hanno partecipato oggi al quarto incontro del tavolo dedicato alla vertenza Electrolux, convocato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo i tre incontri tecnici bilaterali tra azienda e organizzazioni sindacali svoltisi tra giugno e luglio. Alla riunione plenaria hanno preso parte il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, le organizzazioni sindacali, i vertici italiani di Electrolux, i rappresentanti di Confindustria, le Regioni e i Comuni sedi degli stabilimenti della multinazionale scandinava, oltre a una delegazione di parlamentari.
"Da questo confronto - ha sottolineato Rosolen e Bini - emergono con chiarezza tre punti fondamentali. Il primo è che la vertenza deve restare di carattere nazionale, con il coordinamento del Mimit, per garantire un'interlocuzione adeguata con una realtà multinazionale come Electrolux. Per questo - hanno evidenziato i rappresentanti dell'Esecutivo regionale - ringraziamo il ministero per il lavoro svolto finora e per quello che continuerà a garantire nel prosieguo della vertenza". "Il secondo punto - continuano gli assessori - riguarda il metodo. Per arrivare a una soluzione condivisa serve tempo, ma questo tempo deve essere gestito nel pieno rispetto delle istituzioni e dei lavoratori. È quindi indispensabile che l'azienda non assuma iniziative unilaterali sulle questioni relative all'organizzazione del lavoro, alle attività e ai volumi produttivi, come invece risulterebbe stia già avvenendo in alcuni siti".
"Infine - hanno concluso gli esponenti della Giunta - le Regioni sono pronte a fare la propria parte, in raccordo con il Mimit e con le parti sociali, ma nell'ambito di un autentico progetto industriale che assicuri la salvaguardia degli stabilimenti, dell'occupazione e dei volumi produttivi, accompagnato da un percorso concreto di rafforzamento dell'efficienza e della competitività dei siti italiani".
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