martedì 14 luglio 2026
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Regione

Cultura: riapre Villa Manin con mostra sul patrimonio salvato

Luca Marsi·
Una duplice apertura che esalta il ruolo di Villa Manin come luogo di salvaguardia del patrimonio culturale regionale ed essa stessa luogo salvato e da tutelare.
 
Questo in sintesi il messaggio dell'assessore regionale alla Cultura e sport in occasione dell'inaugurazione della mostra Guerra all'arte! inaugurata oggi a Villa Manin di Passariano.
 
La mostra si sviluppa nelle sale appena ristrutturate dell'ala nobile, dopo gli interventi di adeguamento strutturale e messa in sicurezza antincendio.
 
L'assessore ha ringraziato la Soprintendenza, l'Erpac, i Vigili del Fuoco e gli enti che grazie ad una stretta collaborazione hanno consentito il raggiungimento del risultato atteso. Un'esposizione - è stato detto - che con la sua attualità esprime al meglio il ruolo straordinario che Villa Manin ha svolto quale centro regionale per la custodia e la conservazione di gran parte del patrimonio culturale locale e non solo.
 
La rassegna fotografica ripercorre, attraverso oltre sessanta immagini provenienti dagli archivi fotografici della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, le diverse attività di protezione, ricovero e cura delle opere d'arte svolte dall'istituto tra il 1940 e il 1943.
 
In quell'arco di tempo, Villa Manin di Passariano, divenne centro strategico per il restauro e la tutela dei beni culturali minacciati dal conflitto bellico, un'attività su cui era maturata una diffusa sensibilità dopo i danni al patrimonio provocati dai bombardamenti della Grande Guerra
 
Sensibilità che non era mancata ad un gruppo di intraprendenti funzionari e direttori di museo, fra i quali l'allora soprintendente Fausto Franco e l'ispettore onorario Carlo Someda de Marco, direttore dei Musei Civici di Udine, che si adoperarono per salvaguardare pievi di campagna e cattedrali cittadine, capolavori della scultura medievale e affreschi settecenteschi e per mettere al riparo le opere che potevano essere trasferite sia da collezioni pubbliche che private.
 
La mostra documenta i danni subiti dai monumenti, ma anche le delicate fasi di movimentazione delle opere, di ricovero, di restauro e di conservazione sia dei beni mobili che degli edifici del Friuli Venezia Giulia.
 
L'esposizione, che rimarrà aperta dal 25 febbraio al 14 maggio 2023, è frutto della sinergia fra Soprintendenza e Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac Fvg) ed è curata da Roberto Cassanelli e Rossella Scopas Sommer in collaborazione con Guido Comis.
 
A rendere particolarmente suggestiva la mostra è proprio la sua collocazione nelle medesime sale settecentesche che sessant'anni fa, come ebbe a dire l'allora Soprintendente Fausto Franco, ospitarono in casse di legno grezzo "tutta l'arte del Friuli e della Venezia Giulia".
 
I contenuti della mostra sono confluiti anche nel volume Guerra all'arte! I beni culturali del Friuli Venezia Giulia fra protezione e distruzione, pubblicato da Forum.

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