Arpa FVG inaugura il suo primo “posto occupato”: una sedia rossa che diventa impegno civile

Una sedia rossa, semplice e silenziosa, ora campeggia nella Sala Atlante della sede di Arpa FVG. Non è un arredo come gli altri, ma un simbolo destinato a restare per sempre: un posto riservato a una donna che non può più occuparlo, vittima della violenza che ancora oggi attraversa la società.
L’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha scelto di aderire ufficialmente alla campagna nazionale #postooccupato, nata nel 2013 e diventata negli anni una delle iniziative simboliche più diffuse in Italia per sensibilizzare contro la violenza sulle donne. Un gesto forte, voluto e sostenuto dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Agenzia, che da tempo lavora per diffondere all’interno dell’ente una cultura di equità, rispetto reciproco e contrasto a ogni forma di discriminazione.
Un simbolo permanente nella casa dell’Ambiente
La cerimonia, svoltasi nella mattina di lunedì 1 dicembre alla presenza della direttrice generale Anna Lutman, del direttore tecnico scientifico Fulvio Stel e della presidente del CUG Chiara Suraci, ha trasformato un gesto simbolico in un impegno concreto. La sedia rossa rimarrà collocata in modo permanente, diventando un invito quotidiano a non distogliere lo sguardo.
Accanto al valore simbolico, c’è l’urgenza dei numeri: come ricordato durante l’incontro, gli ultimi dati ISTAT parlano di un quadro drammatico. Il 31,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito almeno una volta violenza fisica o sessuale. Ancora più inquietante l’aumento degli episodi tra le giovanissime: nella fascia 16-24 anni si è passati dal 28,4% al 37,6% in dieci anni. Indicatori che confermano la natura culturale del fenomeno e la necessità di contrastarlo in modo strutturale.
Ambiente e dignità umana: due fronti della stessa battaglia
Per Arpa FVG, realtà impegnata nella tutela dei beni comuni e nella prevenzione dei rischi, aderire alla campagna è stato un passo naturale. Il rispetto dell’ambiente e quello della dignità umana non sono ambiti separati: entrambi richiedono responsabilità, capacità di leggere i segnali e volontà di intervenire prima che il danno diventi irreversibile.
Durante l’inaugurazione è stato ricordato anche un riferimento evocativo: quello alla “primavera silenziosa” descritta da Rachel Carson, metafora di un mondo incapace di ascoltare i segnali del degrado. Così come nel paesaggio ferito rimangono nidi vuoti, la sedia rossa ricorda il silenzio lasciato da chi non c’è più.
Un invito rivolto a tutti: non voltarsi dall’altra parte
Con l’iniziativa di oggi, Arpa FVG e il CUG rinnovano il loro impegno nel sostenere azioni di sensibilizzazione e percorsi formativi contro la violenza di genere. La speranza è che ogni persona che entrerà nella sala si fermi un istante davanti a quel posto occupato, trasformando la riflessione in consapevolezza, e la consapevolezza in responsabilità.
Perché la violenza contro le donne non è un fatto privato: è un problema della comunità.
E solo la comunità può contribuire a eliminarlo.
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