Ambiente. Pellegrino (Avs): "Sul canale Sade ancora tanti interrogativi"

"Dalla risposta dell'assessore emerge con chiarezza che non esiste oggi un progetto operativo per l'utilizzo delle acque del canale Sade a supporto del sistema idropotabile, che non sono noti né i costi complessivi dell'intervento né le modalità di protezione delle acque e che, dei 105 milioni di euro di cui si è parlato, è stato finanziato soltanto un milione per la progettazione". Lo afferma in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) dopo la risposta dell'assessore regionale all'Ambiente, Fabio Scoccimarro, alla sua interrogazione sul progetto relativo al canale Sade e sui possibili collegamenti con il sistema acquedottistico del Friuli centrale. "Questa vicenda - prosegue Pellegrino - ricorda molto altre grandi opere annunciate e mai realizzate. Da sessant'anni questo progetto viene periodicamente tirato fuori dal cassetto: si finanziano studi e progettazioni, ma il progetto vero non arriva mai. Probabilmente continueremo a stanziare risorse per progettare senza che l'opera si concretizzi davvero". "Nel corso del dibattito in Commissione -, fa sapere l'esponente di Avs - ho, inoltre, sottolineato come dalla risposta della Giunta emerga che l'eventuale utilizzo delle acque del canale Sade per integrare il sistema idropotabile non è oggi previsto nella concessione rilasciata nel 2025 e che qualsiasi valutazione in tal senso richiederebbe una nuova e specifica domanda di concessione". "Si tratta di un tema estremamente delicato - osserva Pellegrino - perché riguarda direttamente la gestione delle risorse idriche e la qualità dell'acqua destinata ai cittadini. L'ipotesi di utilizzare acque che provengono dal sistema legato alla centrale di Somplago e al lago di Cavazzo per scopi potabili pone
interrogativi evidenti e richiede la massima trasparenza". Secondo la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra "è necessario riportare la discussione sul reale obiettivo dell'opera. Non possiamo continuare a parlare di agricoltura o di acqua potabile quando è evidente che il vero interesse è legato alla possibilità di tornare a turbinare le acque del lago di Cavazzo". "Ma la gerarchia nell'uso dell'acqua è chiara: in primis per tutelare l'ambiente, che deve continuare a garantirci acqua di qualità, poi per l'acqua potabile per uso umano e successivamente l'agricoltura, e solo in ultima istanza per usi industriali", conclude Pellegrino
Articoli correlati
RegioneEventi, Anzil: Albo d'Oro al comandante 2. Stormo di Rivolto
“La consegna dell’Albo d’Oro realizzato a mano dalla Fondazione Scriptorium Forouliense rappresenta l’incontro tra due eccellenze del Friuli Venezia Giulia: una straordinaria realtà culturale come lo Scriptorium di San Daniele e l’Aeronauti
RegioneAlzheimer, Scoccimarro: "Regione a settembre illumina palazzi di viola"
"La Regione Friuli Venezia Giulia rinnova il proprio sostegno alle iniziative promosse dalla Fondazione associativa Goffredo de Banfield in occasione del Mese Mondiale Alzheimer, che anche quest'anno, nel mese di settembre, porterà a Triest
RegioneTerremoti, Pellegrino (Avs): "Prevenzione sia priorità politica reale"
"La terra che trema nell'Alto Friuli non è mai un evento banale e la forte scossa di stanotte con epicentro ad Amaro, fortunatamente senza danni, riaccende inevitabilmente la memoria collettiva e deve scuotere la coscienza della politica lo
RegioneTrasporti, Amirante: "Nuovo assetto bus Tpl per Isis Bassa Friulana"
"È un traguardo importante, raggiunto grazie alla collaborazione concreta e costante tra Regione, scuola e gestore del trasporto pubblico locale, che consentirà di offrire all'Isis della Bassa Friulana, agli studenti e alle loro famiglie un
