Violenze su moglie incinta, Cisint: "Bene l'espulsione, ora cambiare regole sui permessi di soggiorno"

L'espulsione del cittadino bengalese residente a Monfalcone, condannato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della moglie, è al centro dell'intervento dell'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, che esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalle istituzioni e rilancia la proposta di riforma dei criteri per il rilascio e il mantenimento dei permessi di soggiorno.
"Una notizia positiva"
Commentando il provvedimento di espulsione, Anna Maria Cisint definisce l'esecuzione del rimpatrio un segnale importante.
"L'espulsione del cittadino bengalese, condannato nel 2024 per aver picchiato selvaggiamente la moglie, peraltro incinta, è una notizia positiva. Chi non rispetta le regole, la dignità umana, la parità tra uomo e donna e chi usa violenza contro le donne e i bambini non può rimanere nel nostro Paese."
Il ringraziamento alle istituzioni
L'europarlamentare rivolge quindi un ringraziamento agli organi dello Stato che hanno seguito il procedimento fino all'esecuzione del rimpatrio.
"Per questo ringraziamo la Questura di Gorizia, le Forze dell'Ordine e il Prefetto per il lavoro svolto."
Secondo Cisint, il percorso intrapreso deve proseguire con determinazione anche sul piano normativo.
La proposta della Lega sui permessi di soggiorno
Nel suo intervento, l'ex sindaco di Monfalcone richiama la proposta avanzata dalla Lega in materia di immigrazione.
"Dobbiamo proseguire con sempre maggiore determinazione su questa strada. La riforma dei criteri per il rilascio e il mantenimento dei permessi di soggiorno che abbiamo proposto va proprio in questa direzione: non limitarsi a intervenire dopo la commissione di un reato, ma impedire che possa continuare a soggiornare in Italia chi dimostra di non rispettare le regole del nostro ordinamento, i principi di dignità umana e i valori fondamentali su cui si fonda la nostra convivenza civile."
Per Anna Maria Cisint, quindi, il caso del cittadino bengalese espulso dopo la condanna rappresenta anche un'occasione per ribadire la necessità di modificare la normativa vigente sui permessi di soggiorno, introducendo criteri più stringenti per il loro rilascio e mantenimento.
L'intervento dell'europarlamentare arriva all'indomani dell'esecuzione del provvedimento di espulsione disposto nei confronti dell'uomo, rimpatriato nel proprio Paese d'origine dopo la revoca del permesso di soggiorno e la conclusione dell'iter previsto dalla normativa.
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