Fauna. Pozzo (Pd): "Si monitori la diffusione dello sciacallo dorato"

"La crescente presenza dello sciacallo dorato in diverse aree del Friuli Venezia Giulia impone un monitoraggio puntuale e un'attenta valutazione dei possibili effetti sugli equilibri della fauna selvatica. Chiediamo quindi alla Regione di fare chiarezza sulla diffusione della specie sul territorio, sui monitoraggi finora effettuati e sulle interlocuzioni avviate con il Governo e il ministero competente per individuare eventuali strumenti di gestione, nel rispetto della normativa e delle evidenze scientifiche". Lo afferma in una nota il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd), che attraverso un'interrogazione alla Giunta regionale chiede di conoscere la diffusione dello sciacallo dorato e quali le eventuali interlocuzione della Regione con lo Stato. "Lo sciacallo dorato è presente da diversi decenni in Friuli Venezia Giulia - continua Pozzo - e siamo la regione che ospita il maggior numero di gruppi riproduttivi della specie a livello nazionale. La crescente presenza è stata negli ultimi anni segnalata in diverse aree del territorio regionale e, in alcune zone, la sua diffusione sta suscitando preoccupazione tra residenti, allevatori, agricoltori, cacciatori e altri soggetti che operano quotidianamente nelle aree rurali e boschive".
Inoltre, prosegue, "la progressiva diffusione dello sciacallo dorato preoccupa anche in relazione ai possibili effetti sugli ecosistemi e, in particolare, sulla consistenza di altre specie di fauna selvatica. Chi opera quotidianamente riferisce di un calo consistente di alcune specie, in particolare di fauna di piccole dimensioni, ma anche di ungulati. Segnalazioni che riteniamo meritevoli di massima attenzione e verifica". E ancora, continua Pozzo, "sappiamo che la specie è oggetto di tutela e che la sua gestione deve pertanto essere affrontata nel rispetto del quadro normativo vigente e sulla base di adeguate verifiche scientifiche. La richiesta, dunque, è di sapere se la questione sia stata formalmente posta all'attenzione del Governo e, in particolare, del ministero competente in materia di fauna e biodiversità, e quali interlocuzioni siano eventualmente intercorse con lo Stato e con l'Ispra in merito all'evoluzione della presenza della specie, a un monitoraggio puntuale e ai possibili strumenti di gestione, tendendo conto delle specificità dei territori interessati", conclude la nota.
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