Linea d’Ombra e la città dal cuore grande: dopo l’allagamento arrivano coperte, abbracci e solidarietà

Numerosi cittadini hanno risposto all’appello lanciato da Linea d’Ombra dopo il maltempo che aveva allagato il riparo utilizzato dai migranti e bagnato le coperte a disposizione. A raccontare la mobilitazione è Lorena Fornasir, responsabile di Linea d’Ombra, che attraverso i social ha ringraziato quanti hanno deciso di portare personalmente una coperta per aiutare chi si trovava in difficoltà.
Una risposta arrivata dopo l’appello diffuso nelle ore precedenti, quando le forti piogge avevano reso necessario reperire rapidamente nuove coperte asciutte.
La risposta dopo l’appello
«Ci sono state numerose persone della Trieste bella e solidale che hanno risposto all’appello», scrive Fornasir.
Le immagini pubblicate sui social mostrano diverse persone presenti nell’area, mentre in uno degli scatti sono ancora chiaramente visibili gli effetti dell’allagamento.
Una mobilitazione che, secondo quanto raccontato dalla responsabile di Linea d’Ombra, ha coinvolto cittadini che hanno deciso di contribuire con quello che avevano a disposizione.
La signora arrivata con la sua unica coperta
Tra gli episodi raccontati da Fornasir ce n’è uno che assume un significato particolare.
«Nonostante la pioggia, sono venute a portarci le loro coperte. C’era una cara signora che ne aveva una sola. Le dispiaceva non poter aiutare di più. Ci ha commosso».
Un gesto semplice, ma che diventa il simbolo della risposta arrivata in queste ore. Non una grande donazione, ma la scelta di condividere anche ciò che si possiede in quantità minima con una persona che, in quel momento, ne ha maggiore necessità.
Fornasir: «Una comunità che non volta la faccia dall’altra parte»
Nel suo messaggio Fornasir sottolinea soprattutto il significato umano della mobilitazione.
«Queste persone si sentono di appartenere a quella comunità che non volta la faccia dall’altra parte», scrive.
E aggiunge alcune domande che riportano la vicenda alla sua dimensione più personale: «Se l’altro fossi io?», «Se lui fosse mio figlio? o mio nipote?».
Parole con cui la responsabile di Linea d’Ombra pone al centro il principio della solidarietà verso chi si trova in una situazione di fragilità.
Dal maltempo alla mobilitazione
La vicenda era iniziata con l’ondata di maltempo che aveva interessato Trieste.
Linea d’Ombra aveva segnalato l’allagamento dell’unico riparo disponibile per i rifugiati rimasti in strada e la conseguente necessità di sostituire le coperte ormai bagnate.
Da qui la richiesta rivolta ai cittadini di portarne di asciutte.
Nel giro di poche ore, secondo quanto riferito da Fornasir, numerose persone hanno raccolto l’appello.
Il ringraziamento di Linea d’Ombra
Nel suo intervento, Fornasir estende infine il ringraziamento anche a quanti partecipano alla costruzione di reti di solidarietà sul territorio.
«Nell’apprezzare il loro gesto, le vogliamo altresì ringraziare assieme a tutte e tutti coloro che hanno a cura i legami di solidarietà e di comunità partecipando alla loro costruzione. Anche con una sola coperta».
Una frase che sintetizza il messaggio lanciato da Linea d’Ombra dopo l’emergenza delle ultime ore.
Il maltempo ha creato una nuova difficoltà per persone già in condizioni precarie, ma l’appello ha trovato una risposta concreta da parte di diversi cittadini.
E tra le tante immagini lasciate dalla pioggia di questi giorni, resta anche quella di una signora arrivata con una sola coperta, l’unica che aveva da offrire, per consegnarla a qualcuno che ne aveva bisogno.
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